{"id":3388,"date":"2017-12-05T09:59:51","date_gmt":"2017-12-05T08:59:51","guid":{"rendered":"http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/?p=3388"},"modified":"2017-12-06T00:00:46","modified_gmt":"2017-12-05T23:00:46","slug":"del-rigore-e-della-coerenza-di-enrico-castellani","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/2017\/12\/05\/del-rigore-e-della-coerenza-di-enrico-castellani\/","title":{"rendered":"Del rigore e della coerenza di Enrico Castellani"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_3391\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3391\" class=\"size-medium wp-image-3391\" src=\"http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Enrico_Castellani_Superficie_argento_2008-300x239.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"239\" srcset=\"http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Enrico_Castellani_Superficie_argento_2008-300x239.jpg 300w, http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Enrico_Castellani_Superficie_argento_2008-768x612.jpg 768w, http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Enrico_Castellani_Superficie_argento_2008-1024x817.jpg 1024w, http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Enrico_Castellani_Superficie_argento_2008.jpg 1214w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-3391\" class=\"wp-caption-text\">Enrico Castellani, Superficie argento, 2008, acrilico su tela, 150x120cm<\/p><\/div>\n<p>Un giorno Giancarlo Politi chiese a Enrico Castellani un incontro per un servizio da pubblicare su Flash Art. La risposta dell&#8217;artista fu spiazzante: \u00abho gi\u00e0 detto tutto nella mia intervista del 1986. Ripubblicala. N\u00e9 io n\u00e9 il mio lavoro siamo cambiati\u00bb. Va detto, per chi non lo sapesse, che Politi non \u00e8 proprio l&#8217;ultimo arrivato, essendo tra le altre cose proprio il fondatore di Flash Art, dal 1967 un riferimento editoriale per l&#8217;arte contemporanea, che ha avuto tra i suoi collaboratori personaggi del calibro di Germano Celant, Achille Bonito Oliva, Rosalind Krauss, Francesco Bonami, Harald Szeemann, solo per citarne alcuni.<\/p>\n<p>La risposta di Castellani, scomparso il 1\u00b0 dicembre all&#8217;et\u00e0 di 87 anni, a Politi suona altres\u00ec come provocatoria. Infatti una delle principali accuse mosse all&#8217;artista \u00e8 sempre stata quella di essere ripetitivo e seriale o pi\u00f9 concretamente di non essersi mai saputo rinnovare. Si tratta per\u00f2 di un&#8217;affermazione superficiale che si ferma solo all&#8217;apparenza e sminuisce il significato delle sue opere che egli stesso aveva definito \u00abnon facenti pi\u00f9 parte del dominio della pittura, della scultura o dell&#8217;architettura\u00bb.<\/p>\n<p>Castellani agisce sulla tela e la emancipa dalla bidimensionalit\u00e0, senza intervenire direttamente, ovvero lasciandola nuda e cruda. Monocroma ed estroflessa. Sul telaio inserisce dei chiodi e poi vi stende sopra la tela in modo da trasformare lo spazio facendogli acquisire una nuova dimensione attraverso rilievi costanti che seguono sempre uno schema preciso. Le forme che ne derivano possono essere simmetriche o asimmetriche (soprattutto nella fase pi\u00f9 avanzata della sua produzione), separate da un intervallo che risulta essere necessario alla trama che va componendosi. Potremmo affermare, non senza azzardo, che se Fontana con i suoi tagli \u201cscopre\u201d ci\u00f2 che sta dietro la tela, a Castellani invece interessa quello che sta davanti. Il gesto di Fontana \u00e8 di un&#8217;evidenza quasi violenta e istantanea, quello di Castellani pi\u00f9 discreto e razionale. Fontana affonda, Castellani protende.<\/p>\n<p>Enrico Castellani nasce il 4 agosto del 1930 a Castelmassa, piccolo centro agricolo della provincia di Rovigo all&#8217;incrocio tra Veneto, Emilia Romagna e Lombardia. Fino al 1956 studia in Belgio all&#8217;\u00c9cole Nationale Superieure. L&#8217;anno seguente torna in Italia e si avvicina all&#8217;ambiente milanese dove aveva gi\u00e0 mosso i primi passi Piero Manzoni con il quale nel 1959 fonda la rivista \u201cAzimuth\u201d. L&#8217;esperimento non dura molto perch\u00e9 si ferma al secondo numero, tuttavia rappresenta un momento importante per il dibattito culturale di quegli anni. \u201cAzimuth\u201d ha come fine non soltanto quello di fare il punto sulla situazione artistica internazionale (nelle sue pagine vengono analizzate opere di Fontana, di Rauschenberg, di Schwitters, di Bonalumi, di Tinguely: in pratica di Dada, New Dada, Nouveau R\u00e9alisme e il nascente Gruppo Zero), ma, consapevole delle sue potenzialit\u00e0, vuole creare una nuova situazione. Il secondo numero infatti altro non \u00e8 che il catalogo della mostra \u201cLa nuova concezione artistica\u201d, organizzata dalla galleria che porta lo stesso nome della rivista, in cui viene presa distanza da ogni pulsione espressiva del gesto e della materia a vantaggio dell&#8217;oggettuale. \u00c8 l\u00ec inoltre che si assiste agli esordi della nuova Arte Cinetica e Programmata.<\/p>\n<p>Purtroppo \u201cAzimuth\u201d non ebbe vita lunga, sebbene la critica riconobbe apertamente gi\u00e0 dalla sua prima apparizione il suo impatto di rottura. \u00abLa rivista e la galleria erano per noi strumenti e non verit\u00e0 definitive, luoghi d\u2019esperienza. La crisi coincide, come tutte le crisi, con l\u2019illanguidirsi della capacit\u00e0 e della forza propositive, del momento progettuale. Tuttavia di quest\u2019avventura, almeno per me, rimarranno attivi la fiducia nella ragione come modello di chiarezza e il rifiuto dell\u2019individualismo\u00bb, questa la spiegazione di Castellani il quale pensava all&#8217;arte come metafora del cambiamento, dove l&#8217;intento politico non \u00e8 aprioristico, semmai il tassello di una relazione reciprocamente costruttiva.<\/p>\n<p>Gillo Dorfles, uno dei primi a intuire l&#8217;arte di Castellani, all&#8217;epoca parlava delle tele estroflesse come l&#8217;incontro di un dato tecnico con un dato emotivo in cui, seppur nascosta, si riconosce l&#8217;impronta artigianale che permette una continua variazione formale e che consente all&#8217;oggetto di essere un \u201cunicum\u201d, anche se a prima vista non differisce da tanti altri realizzati. Ad esempio, nota Dorfles, se prima le tele presentavano una rigorosa simmetria, in quelle pi\u00f9 recenti si nota una netta asimmetria che crea nuove spinte formali e chiaroscurali, sia con la superficie bianca che colorata. Nonostante questi cambiamenti (a volte impercettibili) Castellani non ha mai peccato di incoerenza, nel senso che ha sempre agito nel segno della continuit\u00e0, mai della rottura. Artista rigoroso, soprattutto con s\u00e9 stesso, a chi lo ammoniva di essere troppo manierista diceva che anche solo spostare un chiodo per lui significava attuare una piccola rivoluzione.<\/p>\n<p>Contrario a ogni tipo di strumentalizzazione, ribatteva che oggi l&#8217;arte conserva ancora una specifica funzione nella cultura e deve essere inattuale nel senso nietzschiano del termine. \u00abMagari l\u2019arte potr\u00e0 servire soltanto all\u2019artista perch\u00e9 rifletta sulle sue strutture e si interroghi su questo particolare discorso. La sua funzione pu\u00f2 anche essere limitata soltanto a questo. Ma per me anche questo, solo questo, \u00e8 un valore\u00bb confid\u00f2 in quella famosa intervista negata a Politi, di cui si parlava all&#8217;inizio, ma che poi alla fine concesse.<\/p>\n<div style=\"padding-bottom:20px; padding-top:10px;\" class=\"hupso-share-buttons\"><!-- Hupso Share Buttons - https:\/\/www.hupso.com\/share\/ --><a class=\"hupso_toolbar\" href=\"https:\/\/www.hupso.com\/share\/\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/static.hupso.com\/share\/buttons\/lang\/it\/share-small.png\" style=\"border:0px; padding-top: 5px; float:left;\" alt=\"Share Button\"\/><\/a><script type=\"text\/javascript\">var hupso_services_t=new Array(\"Twitter\",\"Facebook\",\"Google Plus\",\"Pinterest\",\"Linkedin\",\"Email\");var hupso_background_t=\"#EAF4FF\";var hupso_border_t=\"#66CCFF\";var hupso_toolbar_size_t=\"small\";var hupso_image_folder_url = \"\";var hupso_url_t=\"\";var hupso_title_t=\"Del%20rigore%20e%20della%20coerenza%20di%20Enrico%20Castellani\";<\/script><script type=\"text\/javascript\" src=\"http:\/\/static.hupso.com\/share\/js\/share_toolbar.js\"><\/script><!-- Hupso Share Buttons --><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un giorno Giancarlo Politi chiese a Enrico Castellani un incontro per un servizio da pubblicare su Flash Art. 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