{"id":3183,"date":"2017-11-20T11:20:45","date_gmt":"2017-11-20T10:20:45","guid":{"rendered":"http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/?p=3183"},"modified":"2017-11-21T08:23:07","modified_gmt":"2017-11-21T07:23:07","slug":"sottsass-inedito-allo-csac-di-parma","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/2017\/11\/20\/sottsass-inedito-allo-csac-di-parma\/","title":{"rendered":"Sottsass inedito allo CSAC di Parma"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_3221\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3221\" class=\"size-medium wp-image-3221\" src=\"http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/1-Sottsass-300x240.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"240\" srcset=\"http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/1-Sottsass-300x240.jpg 300w, http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/1-Sottsass-768x615.jpg 768w, http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/1-Sottsass-1024x820.jpg 1024w, http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/1-Sottsass.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-3221\" class=\"wp-caption-text\">Ettore Sottsass Junior, Scuola elementare a otto aule, Siliqua, 1951-52<\/p><\/div>\n<p>Era il 1979 quando Ettore Sottsass decise di donare allo CSAC (Centro Studi e Archivio della Comunicazione) di Parma ventiquattro sculture e ben quattordicimila tra schizzi, bozzetti e disegni. Allora lo CSAC, fondato nel 1968 da Arturo Carlo Quintavalle e dal suo staff, si trovava ancora in citt\u00e0 nel palazzo della Pilotta, mentre dal 2007 ha spostato la sua sede presso l&#8217;Abbazia cistercense di San Martino dei Bocci o Valserena dove trovano maggior spazio i circa dodici milioni di pezzi custoditi, suddivisi nelle sezioni Arte, Fotografia, Media, Progetto, Spettacolo. In occasione del centenario della nascita del designer lo CSAC ha promosso una mostra che verr\u00e0 inaugurata sabato 18 novembre dal titolo \u201cEttore Sottsass. Oltre il design\u201d e che proseguir\u00e0 fino all&#8217;8 aprile 2018.<\/p>\n<p>L&#8217;esposizione, frutto di una stretta e proficua collaborazione tra storici dell\u2019architettura, del design e dell\u2019arte contemporanea, designer e archivisti \u2013 testimonianza tangibile di come in Italia si possano creare mostre che coniughino ricerca, tutela e valorizzazione, senza voler a tutti i costi scomodare la nefasta spettacolarizzazione dell&#8217;arte \u2013, \u00e8 costituita da settecento pezzi appositamente selezionati e allestiti seguendo un percorso cronologico che parte da un disegno del 1922. \u00abIl titolo della mostra rimanda alla pratica di lavoro propria di Sottsass, che travalica la specificit\u00e0 della sua attivit\u00e0 di designer verso una visione pi\u00f9 allargata, in cui il disegno ha una centralit\u00e0 assoluta, come strumento di progettazione ma prima e soprattutto come momento di riflessione e di verifica formale\u00bb, spiegano i responsabili scientifici.<\/p>\n<p>Nel catalogo (Silvana Editoriale), che riassume il lavoro di catalogazione e digitalizzazione dell&#8217;archivio, sono presenti i saggi di Francesca Zanella, Marco Scotti, Elisabetta Modena, Marta Sironi, Giulia Daolio, Simona Riva, Francesca Balena Arista, Elisa Boeri, Giampiero Bisoni, Federico Bucci, Milco Carboni, Chiara Fauda Pichet, Chiara Lecce, Emanuele Piccardo, Marcella Turchetti e Marina Vignozzi Paszkowski. Grafica e allestimento della mostra a cura di Daniele Ledda e di Elisabetta Terragni.<\/p>\n<p>Tradendo la sua natura schiva, che a ben vedere era gi\u00e0 scritta nel suo cognome (letteralmente \u201csotto il sasso\u201d, dove il sasso \u00e8 riparo dell&#8217;essenziale), Ettore Sottsass \u00e8 stato un demiurgo, \u00abgiudice supremo tra forma e funzione, estetica e tecnica\u00bb. Autore di oggetti come il calcolatore Elea (1957) e le macchine da scrivere Praxis (1964) e Valentine (1969), Sottsass, per rispondere all&#8217;interrogativo di quale fosse la funzione finale del design in un momento storico contraddistinto dalla crisi e dalla frammentazione delle narrazioni, dar\u00e0 vita nel 1976 allo studio Alchymia, insieme ad Alessandro Mendini, Michele De Lucchi e Andrea Branzi. Tutti erano guidati da un&#8217;intuizione semplice, ma rivoluzionaria per l&#8217;epoca: era la forma stessa a proporsi come decorazione, assecondando la sua funzione. Gli oggetti di Alchymia non badavano troppo all&#8217;utilit\u00e0, quanto al gioco e all&#8217;ironia perch\u00e9 lo scopo era dissacrarli per poi riappropriarsene, tramite un meccanismo che \u00e8 stato definito dalla critica di \u201cre-design\u201d.<\/p>\n<p>L&#8217;altro anno di rottura \u00e8 il 1981 quando irrompe sulla scena il gruppo Memphis che tuttavia si esaurir\u00e0 in poco pi\u00f9 di un lustro nel 1987. In sostanza il nucleo era quello di Alchymia, pi\u00f9 altri tra i quali Matteo Thun, George Sowden, Hans Hollein, Michael Graves, Arata Isozaki e la giornalista Barbara Radice. In sei anni di vita Memphis divenne il punto di riferimento internazionale per le tendenze del tempo. Gli oggetti disegnati da Memphis erano qualificati dall&#8217;aggregazione di materiali e forme molto diversi tra loro, relazionati da rapporti di contrasto e libera associazione di idee. Un esempio lampante in tal senso \u00e8 quello della libreria Carlton del 1981, in cui si assiste alla disgregazione classica dei volumi e dei colori. In maniera piuttosto superficiale si \u00e8 spesso parlato dell&#8217;inutilit\u00e0 di molti progetti targati Memphis, a torto per\u00f2 dato che questo \u00e8 un aspetto che a Sottsass non interessava granch\u00e9: \u00abMemphis non era il prodotto di artisti, in Memphis non si parlava mai di arte, si parlava di design. Che poi le cose che disegnavamo non servissero a nessuno, \u00e8 un altro problema, perch\u00e9 forse sognavamo delle vite diverse da quelle che normalmente si vivono\u00bb.<\/p>\n<p>Sottsass ha sempre considerato il suo lavoro come analisi di un problema che tende a espandersi senza soluzione di continuit\u00e0, ma che resta agganciato con intransigenza a una concezione umanistica della cultura. Ha disegnato, nel vero senso della parola, la trasformazione della societ\u00e0 contemporanea e l&#8217;ha tradotta con il suo linguaggio ludico e severo allo stesso tempo; ha spostato \u00abil suo sguardo dalla catena di montaggio al sistema di distribuzione\u00bb, come \u00e8 stato scritto con acume. Inoltre Sottsass ha fatto un passo in pi\u00f9 rispetto ai suoi colleghi \u201cradicali\u201d, ovvero non ha mai negato del tutto il progetto, ma ha continuato a crederci, anche di nascosto se serviva, quando la moda era di ignorarlo. Ha capito molto semplicemente che pensare di farne a meno \u00e8 pura utopia.<\/p>\n<p>\u201cEttore Sottsass. Oltre il design\u201d, all&#8217;Abbazia di Valserena (PR) dal 18 novembre all&#8217;8 aprile 2018. Orari: marted\u00ec, gioved\u00ec e venerd\u00ec dalle 15 alle 19; mercoled\u00ec, sabato e domenica dalle 10 alle 19. Biglietti: intero 10 \u20ac, ridotto per gruppi a partire da 10 fino a 20 persone e convenzioni 8 \u20ac.<\/p>\n<div style=\"padding-bottom:20px; padding-top:10px;\" class=\"hupso-share-buttons\"><!-- Hupso Share Buttons - https:\/\/www.hupso.com\/share\/ --><a class=\"hupso_toolbar\" href=\"https:\/\/www.hupso.com\/share\/\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/static.hupso.com\/share\/buttons\/lang\/it\/share-small.png\" style=\"border:0px; padding-top: 5px; float:left;\" alt=\"Share Button\"\/><\/a><script type=\"text\/javascript\">var hupso_services_t=new Array(\"Twitter\",\"Facebook\",\"Google Plus\",\"Pinterest\",\"Linkedin\",\"Email\");var hupso_background_t=\"#EAF4FF\";var hupso_border_t=\"#66CCFF\";var hupso_toolbar_size_t=\"small\";var hupso_image_folder_url = \"\";var hupso_url_t=\"\";var hupso_title_t=\"Sottsass%20inedito%20allo%20CSAC%20di%20Parma\";<\/script><script type=\"text\/javascript\" src=\"http:\/\/static.hupso.com\/share\/js\/share_toolbar.js\"><\/script><!-- Hupso Share Buttons --><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era il 1979 quando Ettore Sottsass decise di donare allo CSAC (Centro Studi e Archivio della Comunicazione) di Parma ventiquattro sculture e ben quattordicimila tra schizzi, bozzetti e disegni. 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