{"id":277443,"date":"2020-04-29T09:44:00","date_gmt":"2020-04-29T07:44:00","guid":{"rendered":"http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/?p=277443"},"modified":"2020-04-28T14:46:53","modified_gmt":"2020-04-28T12:46:53","slug":"luca-alinari-lanima-ama-la-mano","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/2020\/04\/29\/luca-alinari-lanima-ama-la-mano\/","title":{"rendered":"Luca Alinari. L\u2019anima ama la mano"},"content":{"rendered":"\n<p>Secondo la convinzione pascaliana, che sfoca i confini tra razionalit\u00e0 e irrazionalit\u00e0, \u201cl\u2019anima ama la mano\u201d e \u201cl\u2019esprit de finesse\u201d \u00e8 strettamente a ci\u00f2 legato, direttamente e naturalmente liberato in misura proporzionale a tale amore. Concetto di ampie capacit\u00e0 filosofiche ed etiche, cos\u00ec concentrato in una battuta \u00e8 immediatamente riconducibile al fare arte di Luca Alinari (Firenze, 1943 \u2013 2019), in relazione alla quale bisogna necessariamente aggiungere che si tratta di un amore reciproco e \u201cla mano\u201d, quale metafora di capacit\u00e0 tecnica e mezzo per la concretizzazione dello spirito, \u00e8 ineccepibilmente addestrata a trasferire nella realt\u00e0 la precisione di un pensiero, che diventa immagine pittorica. Materialit\u00e0 e immaterialit\u00e0, un dato e il suo opposto in tutte le versioni etiche, estetiche, filosofiche, ma anche sociali, civili, umane, quesito rompicapo dell\u2019uomo di tutti i tempi che Pascal sviscera e propone con teorie morali e religiose, in arte, nel caso specifico nell\u2019arte di Alinari, assume connotazioni rese impalpabili dal suo personale, raffinato lirismo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"818\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Luca-Alinari-Lanima-ama-la-mano-2005-tecnica-mista-acrilico-con-resine-su-tela-cm-50x395-1-818x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-277444\" srcset=\"http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Luca-Alinari-Lanima-ama-la-mano-2005-tecnica-mista-acrilico-con-resine-su-tela-cm-50x395-1-818x1024.jpg 818w, http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Luca-Alinari-Lanima-ama-la-mano-2005-tecnica-mista-acrilico-con-resine-su-tela-cm-50x395-1-240x300.jpg 240w, http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Luca-Alinari-Lanima-ama-la-mano-2005-tecnica-mista-acrilico-con-resine-su-tela-cm-50x395-1-768x961.jpg 768w, http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Luca-Alinari-Lanima-ama-la-mano-2005-tecnica-mista-acrilico-con-resine-su-tela-cm-50x395-1.jpg 1144w\" sizes=\"(max-width: 818px) 100vw, 818px\" \/><figcaption>Luca Alinari, L&#8217;anima ama la mano, 2005, tecnica mista, acrilico con resine, su tela cm 50&#215;39,5<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>E se per Robert Bresson, nel suo film \u201cPickpocket\u201d del 1959, dietro la mano del borsaiolo, rapida e furtiva, c\u2019\u00e8 l\u2019anima del borsaiolo, astuta e disonesta, significa che ognuno pu\u00f2 fare davvero bene solo quanto \u00e8 dettato dall\u2019autenticit\u00e0 e dalla sincerit\u00e0 del proprio io, nel bene e nel male. Quando la mente e la mano \u201cdivorziano\u201d tra loro e operano in modo disgiunto o contrario, il risultato \u00e8 falso, artificioso e scadente. Sicch\u00e9, le opere di Alinari, essendo frutto di esperienze culturali, emotive, personali vere, sono lo specchio della reale vocazione dell\u2019artista e non l\u2019aspetto di una vita alla rovescia. Solo che i luoghi dell\u2019arte consentono di organizzare i pensieri secondo un ordine diverso e libero da vincoli esteriori e fisici, dove la mano materializzatrice pu\u00f2 plasmare incondizionatamente una verit\u00e0 non camuffata dall\u2019apparenza e totalmente fedele alla personale dialettica espressiva, nella costituzione di un rapporto di estraniazione e sfida con il mondo, con il tempo e lo spazio.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella sottigliezza delle argomentazioni, nell\u2019arguzia delle proposizioni, nella finezza plastica, si coglie un\u2019altra teoria-quesito di Pascal: \u201cSe il naso di Cleopatra fosse stato pi\u00f9 corto, tutta la faccia della terra sarebbe cambiata\u201d; da ci\u00f2 si intuisce un\u2019ulteriore posizione in bilico sul perno dell\u2019antitesi, al bivio delle scelte di fronte a cui ci si trova quotidianamente, consapevoli della diversit\u00e0 tra loro delle conseguenze derivanti dalle situazioni create dal libero arbitrio, in armonia oppure no col destino.<\/p>\n\n\n\n<p>Di fondamentale importanza, anche se poco manifesto, \u00e8 il ruolo dell\u2019aspetto ludico nello stabilire le norme dell\u2019organizzazione dei pensieri e i metodi espressivi; tendenza che diventa sentimento con peculiarit\u00e0 filtranti, da cui il nitore dell\u2019esecuzione e dell\u2019immagine finale, sulla tecnica cos\u00ec come sulla \u201cgianit\u00e0\u201d delle cose, della vita, delle situazioni. E il gioco, quello non competitivo o con regole specifiche, imprime caratteristiche spontanee, serene, gioiose, incantate, che danno vita a favole, nelle quali ingenuit\u00e0 e malizia sono indistinte, conviventi nella stessa sostanza, anzi, sono una cosa sola.<\/p>\n\n\n\n<p>La dualit\u00e0, o doppiezza, la medaglia e il suo rovescio, la realt\u00e0 e quell\u2019altra, che potrebbe essere realt\u00e0 al posto di questa, se si fosse effettuata la scelta opposta, si presentano con maggiore frequenza nelle opere di ultima generazione di Alinari. Realt\u00e0 e irrealt\u00e0; sogno e fantasia; ironia e seriet\u00e0; ottimismo e pessimismo; drammaticit\u00e0 e serenit\u00e0; \u201cessere o non essere\u201d, se lo domandava anche Shakespeare; quale sia il soggetto principale e quale l\u2019\u201caltro\u201d \u00e8 difficile dirlo, specialmente quando essi diventano antropomorfi, speculari o sovrapposti, oppure fusi nello stesso corpo, con uguali atteggiamenti, con lo stesso sguardo. Forse la diversit\u00e0 non \u00e8 poi cos\u00ec diversa, tanto che il negativo \u00e8 l\u2019impronta del positivo, e ognuno \u00e8 il positivo di se stesso e il negativo dell\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019anima e la mano di Luca Alinari, unite indissolubilmente nel percorso, nella crescita, nella maturazione, sono sfociate in una rinnovata concezione formale e tecnica, oltre che contenutistica, delle opere, rispettando la consueta lealt\u00e0 verso la personalit\u00e0, naturale e coltivata, dell\u2019autore.<\/p>\n\n\n\n<p>Sistema cosmologico, taglio dell\u2019opera, gesto pittorico sono ulteriormente raffinati e caratterizzati da notevoli preziosismi, come certe velature, trasparenze, intensit\u00e0 cromatiche profonde, che proiettano lo sguardo e l\u2019emozione nell\u2019infinito. La strutturazione dello spazio, apparentemente organizzato con semplicit\u00e0, accosta campiture seriche a geometrie multiformi, a ritratti dall\u2019ovale botticelliano e profili nobili; \u00e8 una semplicit\u00e0 che maschera una ricchezza sapientemente trasformata e proposta con garbo, a cui partecipano pigmenti, materiali e tecniche, i pi\u00f9 vari e disparati, da quelli tradizionali di pittura ad acqua o ad olio, agli acrilici, pi\u00f9 moderni, ai ricami con fili di seta e perline, fino alla bocciardatura delle superfici e agli effetti bagnati con goccioline, ottenute con resine trasparenti o colorate.<\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante il prevalere del colore, il segno mantiene un\u2019importanza fondamentale nell\u2019impostazione architettonica e nella suddivisione dello spazio, segno che determina la partitura dell\u2019opera senza sopraffare l\u2019immagine. Le piccole geometrie tonde o rettangolari, piane o volumetriche, prospettiche, inserite come ad intaglio nella superficie dell\u2019opera, si aprono su scorci di paesaggi fiabeschi in cui l\u2019animo fanciullo trova rifugio tra forme e colori che si dibattono tra il carattere metafisico e quello fantastico, in armonia col piacere della partecipazione. Le linee curve, ondulate, raramente spigolose, segnano i confini tra i diversi spazi, tra gli elementi, tra le cose; disegnano forme, oggetti, persone; determinano ritmi; scandiscono il tempo, senza valore verosimile, non incalzante: un tempo che scorre senza tempo. L\u2019articolazione dello spazio pittorico \u00e8 morbida ed esso \u00e8 illuminato da una luce sorgente dall\u2019opera stessa, capace di eliminare le ombre e mettere in evidenza ogni dettaglio; quell\u2019ombra, incorporea come l\u2019anima, sempre unita e specchio mutevole di ci\u00f2 che la determina, diventa essa stessa luce, colore, forma. Sono dipinti chiari e definiti, puliti, ricchi di riferimenti simbolici e di allusioni, in cui l\u2019equilibrio formale e cromatico \u00e8 ottenuto in maniera diversa in ogni opera, come una variazione sul tema, assicurato dalla stabilit\u00e0 dell\u2019immagine speculare o dal bilanciamento compositivo, ma anche dalla suggestione di assenza di gravit\u00e0, che permette la fluttuazione dei corpi senza peso in uno spazio fluido, avvolgente, amico.<\/p>\n\n\n\n<p>Spazio che, nelle opere di Alinari, \u00e8 l\u2019espressione dell\u2019anima, quale simbolo di entit\u00e0 non razionalmente sondabile dal vivere e dall\u2019agire disarticolato e chiassoso, ma colmo di suggestioni, suoni, voci, racconti che la mano sapiente sa modellare a icone riconoscibili dai sensi, attraverso i quali le immagini ritornano all\u2019anima, sotto forma di sentimenti ed emozioni. Perch\u00e9 ogni elemento che vi affiora lo fa con delicata fermezza, recando la sua melodia, il suo canto intimo, la sua personale poetica distinta da tutte le altre e con le quali favorisce una comunione, determinante armonie udibili solo nel silenzio e nella libert\u00e0 del pensiero e del cuore. \u00c8 tale la realt\u00e0 concreta ed emotiva di ogni opera; uguale si ripete, con maggiore intensit\u00e0, in un insieme di opere, in una mostra, essa stessa opera, composta da pi\u00f9 elementi, quale macrocosmo che catalizza ogni microcosmo, ognuno nella propria autonomia, tutti uniti in un solo corpo, una sola anima. Un\u2019anima dalle mille sfaccettature, prismatica, trasparente, limpida, profonda, che nel dipinto \u201cL\u2019anima ama la mano XXXVI\u201d si manifesta esplicitamente, dolce ed eloquente; il viso, dal profilo catturato alla \u201cMadonna dell\u2019Eucarestia\u201d del Botticelli, profilo che si ripete nella sottostante scollatura, \u00e8 risolto con delicati passaggi tonali, lievi ombreggiature, dolci accensioni luminose che, insieme, determinano anche volumi e prospettive, mentre i rari segni si concentrano sulla bocca accennante un sorriso e, soprattutto, sull\u2019arcata sopraciliare che sottolinea lo sguardo chiaro, indagatore, vero fulcro dell\u2019opera e soggetto, punto ipnotico in cui convergere attenzione ed emotivit\u00e0, passaggio che si apre e conduce nei luoghi dell\u2019infinito, sia dell\u2019universo che dell\u2019interiorit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Altri elementi appena accennati con segni leggeri, emergono pi\u00f9 spic\u00adcatamente ed incisivamente nell\u2019opera \u201cL\u2019anima ama la mano XXXIV\u201d, nell\u2019insieme pi\u00f9 corporea. La superficie tonda, segno della perfezione matematica dell\u2019universo, \u00e8 trattata con allusioni prospettiche che portano in primo piano il centro, il viso, nuovamente lo sguardo da cui parte lo sviluppo divergente, regolare, verso i bordi trasformando, virtualmente, il tondo in una sfera. Mistero e magia accompagnano questo moto espansivo che determina il distacco di diverse sezioni, per il cui effetto si allontanano tra loro e dal centro, lasciando spazio ad una massa pi\u00f9 fluida, luminosa; l\u2019acqua, dalla quale nasce la vita, la donna e un germoglio. E da un\u2019onda delicata, ma straordinaria, sorge anche una Venere in \u201cL\u2019anima ama la mano XIII\u201d; essa emerge dagli abissi limpidi del mare sconfinato e, per lo sforzo che la proietta fuori dalla superficie piana dell\u2019opera, modifica il suo aspetto fisico. Intorno, altri scorci, altri mondi, altre situazioni, altri sogni, altre fantasie. Altre opere dentro l\u2019opera e, all\u2019interno di ognuna, sono situate casette bianche con tetti viola e finestrelle civettuole, sotto cieli azzurri e rosa, immerse in una natura rigogliosa e fantastica, avvolte in atmosfere assolutamente fiabesche.<\/p>\n\n\n\n<p>In \u201cL\u2019anima ama la mano VIII\u201d la campitura uniforme della superficie diventa parete, paravento che cinge un ambiente asettico per racchiudere, difendere, custodire la coppia unita in un solo corpo; il collegamento con il mondo \u00e8 costituito dalle finestre che si aprono su paesaggi mossi dalla brezza dell\u2019energia vitale e creativa; al centro, una geometria inconsueta disegna mezza monofora, attraverso la quale si assiste ad uno dei meravigliosi spettacoli naturali dei mutamenti luminosi sulle scansioni geometriche paesaggistiche. Il sole erutta con tutta violenza uno zampillo, originariamente di acqua che, salendo ed entrando in contatto col mondo e l\u2019uomo, si trasforma in un albero meraviglioso, simbolo di buon auspicio con, agli apici di ogni protuberanza, o ramo, un fiore intelligente, forse un giglio. Ed in \u201cL\u2019anima ama la mano V\u201d i gigli si moltiplicano, ingigantiscono, occupano tutto lo spazio, volteggiano liberi, mostrano tutta la loro eleganza, bellezza, nobilt\u00e0. Quali simbolo dello scettro del potere, di purezza, di splendore, di maest\u00e0, ma anche di fragilit\u00e0 e precariet\u00e0 dell\u2019esistenza, quindi di mestizia, circondano la casa, il focolare domestico, come un esercito non bellicoso, ma portatore di amore puro e inattaccabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019altra soluzione pittorica e prospettica, nonch\u00e9 contenutistica, \u00e8 proposta nell\u2019opera \u201cL\u2019anima ama la mano II\u201d nella quale tre linee rette, partenti dalla met\u00e0 di tre lati, convergono al centro dell\u2019opera dividendola in altrettante sezioni, tre geometrie regolari, ognuna di un colore diverso, attribuendo il senso di ordine, equilibrio, ricerca della perfezione. I colori, intensi e delicati, producono effetti di luce ed ombra, eventi temporali quotidiani, ordinamento di situazioni preparate ad accogliere l\u2019attivit\u00e0 del pensiero, della riflessione e l\u2019ascolto intimo della poesia del silenzio. Le due pareti dirimpettaie si specchiano tra loro e trasmettono reciprocamente le proprie caratteristiche; nettamente divise dalla retta verticale che forma l\u2019angolo, l\u2019una gialla, luminosa, accoglie la luce solare immessa dall\u2019obl\u00f2 dell\u2019altra, la quale, invece, azzurra, anche se brillante, \u00e8 rivestita dall\u2019ombra proveniente dalla finestrella rettangolare di fronte. Si ripete il gioco degli opposti nelle simbologie geometriche e cromatiche, laddove il tondo indica il positivo, il giorno, il sole, la luce che tutto illumina, scopre, svela, anche sul suo contrario; dall\u2019altro lato il rettangolo, la notte, il negativo che, per effetto del buio, indica silenzio, ordine delle cose, calma. Il loro incontro annulla gli eccessi, genera l\u2019accensione della luce dell\u2019equilibrio che parte dal vertice delle tre linee, punto focale, e raccoglie tutti i colori dello spettro diventando perfezione, ossia bianco, che si estende a formare il pavimento. In esso si muove la vita, naturale e spirituale, argomentata da figure e immagini, complessa, poetica e creativa, incalzante come a sfidare l\u2019inclemenza temporale e, nello stesso tempo, incurante delle sue azioni e dei suoi effetti. Lo sguardo delle persone, sia quelli fissi sullo spettatore che quelli fissi sul loro opposto, sono telecamere implacabili interiori, poste a spiare sentimenti, emozioni, reazioni, trasalimenti. Immancabili, i teneri germogli e i rami adulti costituiscono la vegetazione viva, contrapposta alla natura quieta dei paesaggi dolci e smeraldini; \u00e8 una flora irreale, che si trasforma in reale personaggio pensante; sono elementi che si evolvono flessuosi, si innalzano, producono frutti, si insinuano nello spazio, determinano mutamenti, formali e concettuali, come in \u201cL\u2019anima ama la mano IX\u201d, dove diventano la struttura architettonica, materiale ed intellettuale, che sorregge l\u2019intera opera, anche annullando la precariet\u00e0 di un equilibrio fisicamente impossibile. Qui il sentimento dell\u2019amore \u00e8 evidenziato in modo esplicito dai ripetuti disegni del cuore: la tasca dei pantaloni del personaggio di destra; la posizione delle braccia delle due figure; il profilo tracciato dalla posizione speculare delle stesse. Al centro di ogni cuore \u00e8 posto un elemento indicante la fermezza del pensiero, la capacit\u00e0 raziocinante, la luce dell\u2019intelligenza.<\/p>\n\n\n\n<p>La creativit\u00e0 di Luca Alinari si dipana in ogni opera come capitolo di un\u2019opera pi\u00f9 grande; non si tratta, per\u00f2, di episodi, racconti, semplici scene per la costituzione di una totalit\u00e0 mai conclusa. Ognuna \u00e8 un universo, con diverse modalit\u00e0 di comunicazione; in tutte il complesso mondo emotivo, spirituale, culturale del proprio autore vive intensamente attraverso le molteplici, infinite vibrazioni cromatiche e formali, sempre velate da misteri e segreti intimi e impenetrabili, dentro simbologie, generosamente offerte con spontaneit\u00e0, ma sapientemente ed ironicamente ermetiche. Sincerit\u00e0, chiarezza, gradevolezza, apparente immediatezza di appropriazione dell\u2019immagine, accompagnano, invece, la profondit\u00e0 d\u2019animo e di pensiero.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche cos\u00ec si esprime l\u2019amore tra le diverse dimensioni umane, con il giusto equilibrio interiore, lo stare bene con se stessi, il saper esteriorizzare l\u2019ego creativo, il possedere, perch\u00e9 conquistata con lavoro, sacrifici, fatica, una fondamentale autocritica e una conseguente messa in gioco ironica del proprio essere, degli eventi naturali, cosmici, emotivi, umani.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 la ferma consapevolezza dell\u2019interazione tra mente e corpo.<\/p>\n<div style=\"padding-bottom:20px; padding-top:10px;\" class=\"hupso-share-buttons\"><!-- Hupso Share Buttons - https:\/\/www.hupso.com\/share\/ --><a class=\"hupso_toolbar\" href=\"https:\/\/www.hupso.com\/share\/\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/static.hupso.com\/share\/buttons\/lang\/it\/share-small.png\" style=\"border:0px; padding-top: 5px; float:left;\" alt=\"Share Button\"\/><\/a><script type=\"text\/javascript\">var hupso_services_t=new Array(\"Twitter\",\"Facebook\",\"Google Plus\",\"Pinterest\",\"Linkedin\",\"Email\");var hupso_background_t=\"#EAF4FF\";var hupso_border_t=\"#66CCFF\";var hupso_toolbar_size_t=\"small\";var hupso_image_folder_url = \"\";var hupso_url_t=\"\";var hupso_title_t=\"Luca%20Alinari.%20L%E2%80%99anima%20ama%20la%20mano\";<\/script><script type=\"text\/javascript\" src=\"http:\/\/static.hupso.com\/share\/js\/share_toolbar.js\"><\/script><!-- Hupso Share Buttons --><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secondo la convinzione pascaliana, che sfoca i confini tra razionalit\u00e0 e irrazionalit\u00e0, \u201cl\u2019anima ama la mano\u201d e \u201cl\u2019esprit de finesse\u201d \u00e8 strettamente a ci\u00f2 legato, direttamente e naturalmente liberato in misura proporzionale a tale amore. 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