{"id":2643,"date":"2017-10-05T11:48:13","date_gmt":"2017-10-05T09:48:13","guid":{"rendered":"http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/?p=2643"},"modified":"2017-10-05T11:48:13","modified_gmt":"2017-10-05T09:48:13","slug":"a-torino-i-sogni-e-i-colori-di-miro","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/2017\/10\/05\/a-torino-i-sogni-e-i-colori-di-miro\/","title":{"rendered":"A Torino i sogni e i colori di Mir\u00f3"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_2653\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2653\" class=\"size-medium wp-image-2653\" src=\"http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/1111-300x201.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"201\" srcset=\"http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/1111-300x201.jpg 300w, http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/1111-768x513.jpg 768w, http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/1111-1024x685.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-2653\" class=\"wp-caption-text\">Joan Miro\u0301, Untitled, 1968-72, Oil, acrylic, charcoal and chalk on canvas, 130,6&#215;195,5 cm, \u00a9 Successio\u0301 Miro\u0301 by SIAE 2017, Archive Fundacio\u0301 Pilar i Joan Miro\u0301 a Mallorca, \u00a9 Joan Ramo\u0301n Bonet &amp; David Bonet<\/p><\/div>\n<p>Il torinese Palazzo Chiablese \u00e8 pronto per ospitare dal 4 ottobre prossimo al 14 gennaio 2018 la mostra \u201cSogno e colore\u201d di Joan Mir\u00f3 (1893-1983), nei mesi scorsi gi\u00e0 a Bologna. In esposizione centotrenta opere, la maggior parte delle quali oli di grande formato, prestate dalla Fundaci\u00f3 Pilar y Joan Mir\u00f3 a Maiorca dove \u00e8 custodita una collezione di oltre cinquemila pezzi che non comprende soltanto dipinti, sculture e disegni, ma anche i ferri del mestiere utilizzati dall&#8217;artista catalano.<\/p>\n<p>Tra i capolavori che si potranno ammirare \u201cOiseaux\u201d, \u201cFemme au clair de lune\u201d e \u201cFemme dans la rue\u201d, solo per citare i pi\u00f9 noti. Testimonianze di un&#8217;arte che il collega Robert Motherwell nel 1959 aveva definito colma di sessualit\u00e0, calda, spontanea e soprattutto intensa. Un&#8217;arte che di primo acchito pu\u00f2 sembrare elementare, cos\u00ec caratterizzata da disegni lineari che per lui rappresentano un archetipo, l&#8217;uccello e la donna su tutti, ma che non lo \u00e8 affatto. Tratti evidenti e mirabilmente sintetici strutturati in una sintassi che solo all&#8217;apparenza sembra frutto del caso, ma \u00e8 studiata a tavolino; un linguaggio preciso e riconoscibile che, se compreso a fondo, conduce alla percezione del suo mondo interiore, contraddistinto dall&#8217;incontro \u00abdi fantasia e di controllo, di oculatezza e di generosit\u00e0\u00bb, per usare le parole di Gillo Dorfles.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 poi l&#8217;altro elemento basilare, ossia il colore che, senza ombra di dubbio, \u00e8 quello catalano, mediterraneo. Un colore caldo, avvolgente che si trova fin dalle prime prove d&#8217;artista di chiara marca \u201cfauve\u201d: da \u201cPrades\u201d del 1917 ai nudi del 1918. Pitture particolareggiate, quasi fiamminghe nell&#8217;esasperazione dei dettagli, prima di passare alla svolta del 1923-1924 con l&#8217;avvicinamento al Surrealismo. \u00c8 un attimo, perch\u00e9 dal 1925 il disegno diventa linea e scompare la figurazione esplicita e riconoscibile dei soggetti e degli sfondi ritratti all&#8217;interno del quadro.<\/p>\n<p>Con il passare degli anni l&#8217;arte di Mir\u00f3 muta ulteriormente, ma mantiene inalterata la carica ironica e gioiosa che la contraddistingue. Vi \u00e8 piena padronanza del gesto e della gamma cromatica, complice il trasferimento nell&#8217;isola di Maiorca, a Son Abrines, il \u201cbuen retiro\u201d degli ultimi trent&#8217;anni di vita. L\u00ec l&#8217;artista non si dedica solamente alla pittura, ma allarga la sua tecnica alla scultura e alla ceramica. Quest&#8217;ultima gli consente di confrontarsi con la terra e con il fuoco: \u00abquando si lavora la ceramica si doma il fuoco\u00bb. Proprio il legame con la terra catalana e con Maiorca \u00e8 il fulcro della mostra torinese.<\/p>\n<p>Infine c&#8217;\u00e8 il sogno, che assieme al colore, d\u00e0 il titolo alla mostra. Sarebbe pi\u00f9 corretto parlare di inconscio nel caso di Mir\u00f3, ma come ci insegna la psicanalisi e, di rimando, il Surrealismo che \u00e8 la sua traduzione in arte, i due concetti sono uno complementare all&#8217;altro. Il sogno, fatto di simboli, qui si rivela senza alcuna censura. Il significato delle immagini dipinte \u00e8 quello percepito dalla coscienza e porta a un processo cognitivo dove il mito si palesa con un meccanismo irrazionale. In pratica Mir\u00f3 esorcizza i miti dell&#8217;inconscio e li rende innocui ai nostri occhi. Per questo motivo dinnanzi a un suo quadro la sensazione che si prova \u00e8 di pacatezza e di rilassamento. \u00abLa profondit\u00e0 dell&#8217;inconscio si risolve totalmente nella superficie dell&#8217;immagine visiva. Cos\u00ec Mir\u00f3 dimostra che il creare \u00e8 un libero gioco\u00bb analizza Argan.<\/p>\n<p>\u201cMir\u00f3! Sogno e colore\u201d \u00e8 organizzata dal Ministero dei Beni e delle Attivit\u00e0 Culturali e del Turismo, dai Musei Reali di Torino e dal Gruppo Arthemisia, con il patrocinio e il supporto di Regione Piemonte e Citt\u00e0 di Torino, in collaborazione con Fundaci\u00f3 Pilar i Joan Mir\u00f3 a Maiorca e vede come curatore scientifico Pilar Baos Rodr\u00edguez.<\/p>\n<div style=\"padding-bottom:20px; padding-top:10px;\" class=\"hupso-share-buttons\"><!-- Hupso Share Buttons - https:\/\/www.hupso.com\/share\/ --><a class=\"hupso_toolbar\" href=\"https:\/\/www.hupso.com\/share\/\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/static.hupso.com\/share\/buttons\/lang\/it\/share-small.png\" style=\"border:0px; padding-top: 5px; float:left;\" alt=\"Share Button\"\/><\/a><script type=\"text\/javascript\">var hupso_services_t=new Array(\"Twitter\",\"Facebook\",\"Google Plus\",\"Pinterest\",\"Linkedin\",\"Email\");var hupso_background_t=\"#EAF4FF\";var hupso_border_t=\"#66CCFF\";var hupso_toolbar_size_t=\"small\";var hupso_image_folder_url = \"\";var hupso_url_t=\"\";var hupso_title_t=\"A%20Torino%20i%20sogni%20e%20i%20colori%20di%20Mir%C3%B3\";<\/script><script type=\"text\/javascript\" src=\"http:\/\/static.hupso.com\/share\/js\/share_toolbar.js\"><\/script><!-- Hupso Share Buttons --><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il torinese Palazzo Chiablese \u00e8 pronto per ospitare dal 4 ottobre prossimo al 14 gennaio 2018 la mostra \u201cSogno e colore\u201d di Joan Mir\u00f3 (1893-1983), nei mesi scorsi gi\u00e0 a Bologna. 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