{"id":14131,"date":"2018-11-28T15:05:18","date_gmt":"2018-11-28T14:05:18","guid":{"rendered":"http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/?p=14131"},"modified":"2018-11-28T15:05:18","modified_gmt":"2018-11-28T14:05:18","slug":"la-ferrara-di-biagio-rossetti-raccontata-da-bruno-zevi","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/2018\/11\/28\/la-ferrara-di-biagio-rossetti-raccontata-da-bruno-zevi\/","title":{"rendered":"La Ferrara di Biagio Rossetti raccontata da Bruno Zevi"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_18734\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-18734\" class=\"size-medium wp-image-18734\" src=\"http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/IMG_8536-208-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/IMG_8536-208-300x200.jpg 300w, http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/IMG_8536-208-768x512.jpg 768w, http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/IMG_8536-208-1024x683.jpg 1024w, http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/IMG_8536-208.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-18734\" class=\"wp-caption-text\"><br \/>Ingresso della mostra \u201cBiagio Rossetti secondo Bruno Zevi\u201d (cortesia Fondazione Bruno Zevi)<\/p><\/div>\n<p>\u00c8 aperta fino all&#8217;11 febbraio 2019 \u201cBiagio Rossetti secondo Bruno Zevi\u201d, la mostra allestita nella sede della Fondazione Bruno Zevi di via Nomentana 150 a Roma, curata da Francesco Ceccarelli, Matteo Cassani Simonetti, Adachiara Zevi e realizzata in collaborazione con il Comitato tecnico scientifico per le celebrazioni del cinquecentenario della morte di Biagio Rossetti.<\/p>\n<p>Era il 1956 quando Zevi dedic\u00f2 all&#8217;architetto rinascimentale, fino allora poco noto se non dagli studiosi del settore, una memorabile esposizione dal titolo \u201cIdentit\u00e0 di Biagio Rossetti\u201d, allestita nel Teatro Comunale di Ferrara e poi confluita nella monografia pubblicata da Einaudi nel 1960 che nel 1971 diverr\u00e0 \u201cSaper vedere l&#8217;urbanistica\u201d, saggio complementare al precedente \u201cSaper vedere l&#8217;architettura\u201d (1948): in pratica un unico manifesto a dimostrazione del filo conduttore che lega indissolubilmente le due discipline, da Zevi considerate come un corpo omogeneo.<\/p>\n<p>Fu Jacob Burckardt in \u201cDie Kultur de Renaissance\u201d del 1860 a definire Ferrara la prima citt\u00e0 moderna europea, affermazione poi ripresa e ramificata in un&#8217;analisi pi\u00f9 strutturata da Zevi, secondo il quale essa rappresenta il punto pi\u00f9 alto raggiunto dalla cosiddetta Addizione Erculea, ovvero il piano urbanistico, promosso da Ercole I d&#8217;Este tra la fine del Quattrocento e l&#8217;inizio del Cinquecento, che trasform\u00f2 radicalmente Ferrara partendo dal suo ormai obsoleto impianto medievale per arrivare alla citt\u00e0 di corte che noi conosciamo.<\/p>\n<p>A dirigere i lavori fu chiamato Biagio Rossetti, non un \u00abpaladino della citt\u00e0 ideale\u00bb che amava ragionare su geometrie astratte come tanti suoi contemporanei, bens\u00ec un uomo che preferiva concentrarsi su azioni concrete, volte a ripensare i contenuti pi\u00f9 che le forme. Tramite scelte mirate, ancorch\u00e9 visionarie, Rossetti diede vita a un episodio pi\u00f9 unico che raro nell&#8217;urbanistica rinascimentale, in generale propensa a progettare luoghi sovente ideali, a volte utopistici, solitamente \u201cbelli da vedere\u201d ma difficili da vivere.<\/p>\n<p>L&#8217;asse viario della nuova Ferrara parte dal Castello Estense verso nord, evita la tentazione di soffermarsi e concludere il suo cammino in una scontata piazza centrale (avendo vicini la Cattedrale di San Giorgio e il Palazzo Comunale sarebbe soluzione semplice), ed \u00e8 intersecato da un secondo asse che genera il Quadrivio formato dai palazzi dei Diamanti, Turchi\u2013Di Bagno e Prosperi\u2013Sacrati. \u00c8 attorno a questi nodi che Rossetti fa partire la sua urbanizzazione, proiettata nella logica di uno sviluppo futuro, dal momento che prevede un&#8217;espansione edilizia volta a includere e a non escludere le abitazioni dalla comunit\u00e0. In questo senso possiamo affermare che Ferrara \u00e8 una citt\u00e0 democratica, \u201ca misura d&#8217;uomo\u201d come si direbbe oggi.<\/p>\n<p>Ragionando su tale fenomeno e su tale anomalia positiva di pensiero, Bruno Zevi si domanda quale architetto-umanista avrebbe avuto l&#8217;umilt\u00e0 e il coraggio di rinunciare a legare il suo nome a una citt\u00e0 a schema rigido, a stella, a perimetro ottagonale o a regolare scacchiera? Chi si sarebbe imposto di non gerarchizzare le arterie stradali per distinguere quelle rappresentative da quelle residenziali secondo il modo suggerito dall&#8217;Alberti e poi adottato da Haussmann a Parigi nell&#8217;Ottocento? La risposta a cui giunge \u00e8 Biagio Rossetti il quale fa di Ferrara \u00abuno dei rarissimi centri fortificati in cui non ci si sente soffocati e reclusi\u00bb, questo perch\u00e9 \u00abmonumenti e case dei poveri parlano lo stesso linguaggio\u00bb, quello che pone il bene comune davanti a qualsiasi altra cosa.<\/p>\n<p>Affinch\u00e9 la lezione di Rossetti non andasse perduta, Bruno Zevi, fautore anch&#8217;egli dei medesimi principi, organizz\u00f2 la mostra del 1956. Si trattava di un esperimento nuovo, una vera e propria sfida culturale: allestire nell\u2019Italia del dopoguerra la prima mostra dedicata a un architetto del passato, secondo una visione moderna e \u201cspregiudicata\u201d che privilegiava il \u201csaper leggere l\u2019architettura e l\u2019urbanistica\u201d attraverso fotografie, rilievi e schizzi critici, uniti a una lettura filologica dell\u2019opera dell\u2019autore ferrarese.<\/p>\n<p>L\u2019allestimento, curato da Valeriano Pastor, assieme a Luciano Perret e a Vittorio Clauser, mescolava i rilievi metrici degli edifici alle fotografie di Gianni Berengo Gardin e ai plastici di Costantino Dardi, fondendo i materiali secondo un linguaggio inedito e dal forte impatto espressivo, che forn\u00ec nuove chiavi di lettura per l\u2019interpretazione della citt\u00e0 storica.<\/p>\n<p>Oggi, a distanza di oltre sessant&#8217;anni, la Fondazione Bruno Zevi e il Comitato tecnico scientifico per le celebrazioni del cinquecentenario della morte di Biagio Rossetti vogliono proporre una riflessione storica e critica su quell\u2019esperienza della cultura architettonica postbellica, raccontando lo straordinario progetto critico, espositivo ed editoriale, con materiali inediti quali i disegni e gli schizzi di Pastor raccolti nel suo prezioso taccuino, le lettere, i provini originali delle foto della mostra scattate di Gianni Berengo Gardin, oltre a un ricco apparato fotografico.<\/p>\n<p>In due sale \u00e8 documentato l\u2019iter del libro su Biagio Rossetti con documenti provenienti dall\u2019archivio Einaudi, mentre una sala \u00e8 dedicata alla Ferrara dei tempi della mostra, con una rassegna di fonti inedite dell\u2019archivio comunale e dell\u2019archivio Carlo Savonuzzi, grande ingegnere ferrarese. A conclusione della mostra sar\u00e0 indetta una giornata di studio, e sar\u00e0 pubblicato un catalogo con la documentazione della mostra e gli atti del convegno.<\/p>\n<div style=\"padding-bottom:20px; padding-top:10px;\" class=\"hupso-share-buttons\"><!-- Hupso Share Buttons - https:\/\/www.hupso.com\/share\/ --><a class=\"hupso_toolbar\" href=\"https:\/\/www.hupso.com\/share\/\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/static.hupso.com\/share\/buttons\/lang\/it\/share-small.png\" style=\"border:0px; padding-top: 5px; float:left;\" alt=\"Share Button\"\/><\/a><script type=\"text\/javascript\">var hupso_services_t=new Array(\"Twitter\",\"Facebook\",\"Google Plus\",\"Pinterest\",\"Linkedin\",\"Email\");var hupso_background_t=\"#EAF4FF\";var hupso_border_t=\"#66CCFF\";var hupso_toolbar_size_t=\"small\";var hupso_image_folder_url = \"\";var hupso_url_t=\"\";var hupso_title_t=\"La%20Ferrara%20di%20Biagio%20Rossetti%20raccontata%20da%20Bruno%20Zevi\";<\/script><script type=\"text\/javascript\" src=\"http:\/\/static.hupso.com\/share\/js\/share_toolbar.js\"><\/script><!-- Hupso Share Buttons --><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 aperta fino all&#8217;11 febbraio 2019 \u201cBiagio Rossetti secondo Bruno Zevi\u201d, la mostra allestita nella sede della Fondazione Bruno Zevi di via Nomentana 150 a Roma, curata da Francesco Ceccarelli, Matteo Cassani Simonetti, Adachiara Zevi e realizzata in collaborazione con il Comitato tecnico scientifico per le celebrazioni del cinquecentenario della morte di Biagio Rossetti. 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