{"id":131359,"date":"2019-07-26T18:02:18","date_gmt":"2019-07-26T16:02:18","guid":{"rendered":"http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/?p=131359"},"modified":"2019-08-05T18:45:02","modified_gmt":"2019-08-05T16:45:02","slug":"il-mondo-di-lia-pascaniuc","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/2019\/07\/26\/il-mondo-di-lia-pascaniuc\/","title":{"rendered":"Il mondo di Lia Pascaniuc"},"content":{"rendered":"\n<p>In un saggio del 2010, dal titolo \u201cSi fa con tutto\u201d, Angela Vettese rifletteva su quello che era \u2013 ed \u00e8 tuttora \u2013 il linguaggio dell&#8217;arte contemporanea. Partendo dal lasso di tempo che va dal 1905 al 1924, cio\u00e8 il periodo che vide l&#8217;affermarsi delle avanguardie storiche, l&#8217;autrice compilava un esaustivo atlante in cui, portando esempi concreti, elencava le varie modalit\u00e0 e le varie lingue che parla l&#8217;arte di oggi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo Angela Vettese l&#8217;arte si \u00e8 sottratta agli steccati di discipline particolari, ma ci\u00f2 non significa che sia stata privata di rigore, sia sul piano realizzativo che su quello del pensiero. A fare da spartiacque di quello che prima era un percorso unitario, sfaldato dalle picconate del postmoderno, come bene affermava Lyotard, \u00e8 stata la globalizzazione.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abI nuovi metodi dell&#8217;arte visiva accolgono ed esibiscono la distanza tra ci\u00f2 che siamo stati per millenni e ci\u00f2 che stiamo diventando\u00bb, tenendo conto del fatto imprescindibile che \u00abla forma resta, per quanto possa essere mutato il suo modo di presentarsi\u00bb. \u00c8 un concetto che vale sempre la pena sottolineare quello relativo alla forma che, nell&#8217;estetica dell&#8217;arte, \u00e8 imprescindibile dal contenuto.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;arte cambia per sua ontologia, sarebbe reazionario affermare il contrario, e non \u00e8 n\u00e9 meglio n\u00e9 peggio di quella prodotta nel passato (Gombrich docet). \u00c8 un fenomeno e come tale va interpretato, possibilmente epurandolo di ogni traduzione sovrastrutturale volta a strumentalizzarlo. Insomma, \u00abl&#8217;artista ci mette in condizioni di capire chi stiamo diventando\u00bb, conclude Angela Vettese riferendosi all&#8217;ineluttabile rapporto dell&#8217;arte con la storia.<\/p>\n\n\n\n<p>Chi sta seguendo questa via \u00e8 Lia Pascaniuc, artista rumena che lavora in Italia dal 1997. Si \u00e8 trasferita a Torino dal suo Paese di origine dove \u00e8 nata nel 1981. Era bambina quando Ceausescu e il suo regime cadevano sotto i colpi della rivoluzione del 1989. La storia di Lia, il suo riscatto, la sua determinazione e la sua volont\u00e0 di emergere hanno ispirato anche una graphic novel scritta da Davide Ferraris e disegnata da Max Ramezzana.<\/p>\n\n\n\n<p>Lia Pascaniuc, che fortunatamente non si \u00e8 piegata all&#8217;educazione istituzionale dell&#8217;Accademia, \u00e8 convinta fino al midollo del fatto che l&#8217;arte sia cosa viva e come tale necessiti di un confronto costante e attivo con l&#8217;attualit\u00e0 e con i mezzi di comunicazione a essa legati. Perci\u00f2 ha necessit\u00e0 di interagire con i linguaggi che la circondano, siano essi tradizionali o innovativi, compresi naturalmente i pi\u00f9 recenti come le tecnologie digitali. Lei stessa si definisce un&#8217;artista visuale.<\/p>\n\n\n\n<p>Cambiamenti climatici, global warming (riscaldamento globale), trasformazioni irreversibili e tutto ci\u00f2 che riguarda la natura sono i campi d&#8217;indagine prediletti di Lia Pascaniuc che ha nelle teorie del sociologo Zygmunt Bauman le fondamenta di costruzione della sua poetica in cui non c&#8217;\u00e8 nulla di immutabile e tutto si trasforma, in un eterno divenire.<\/p>\n\n\n\n<p>Di recente Lia Pascaniuc \u00e8 stata chiamata a Brescia dalla Galleria Colossi per la collettiva \u201cQuante storie sulla luna&#8230; a cinquant&#8217;anni dall&#8217;allunaggio\u201d che ha chiuso i battenti il 20 luglio scorso, lo stesso giorno in cui, mezzo secolo prima, l&#8217;uomo muoveva i primi passi sul nostro satellite. Oltre cinquanta artisti contemporanei, tra i quali appunto Lia Pascaniuc, hanno elaborato le suggestioni e le emozioni suscitate da questo evento, declinandole secondo il loro linguaggio espressivo in oltre sessanta opere, realizzate appositamente per l&#8217;occasione, tra sculture, installazioni e lavori pittorici.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"819\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/image11-819x1024.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-132644\" srcset=\"http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/image11-819x1024.jpeg 819w, http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/image11-240x300.jpeg 240w, http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/image11-768x960.jpeg 768w, http:\/\/agenzia.versolarte.it\/News\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/image11.jpeg 1080w\" sizes=\"(max-width: 819px) 100vw, 819px\" \/><figcaption> Lia Pascaniuc davanti alla sua opera Supernove, broccato di seta con filo d\u2019oro in rilievo, telaio in legno, 120x100x3, 2018<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>L&#8217;opera che Lia Pascaniuc ha presentato \u00e8 \u201cSupernove\u201d (2018). Essa si ispira appunto alle supernove, potenti esplosioni di stelle, di solito quelle pi\u00f9 grandi e lontane nell\u2019universo, che emettono una luminosit\u00e0 abnorme e che, in contemporanea, forniscono tantissima energia in funzione alla loro dimensione. Nella nostra Galassia l\u2019ultima osservata e visibile ad occhio nudo fu nel febbraio 1987 nella Grande Nube di Magellano che dista da noi circa 160.000 anni luce.<\/p>\n\n\n\n<p>Per comprendere meglio le dinamiche di una disciplina che richiede alta specializzazione Lia Pascaniuc ha chiesto la consulenza dell&#8217;astrofisica Claudia Travaglio (ricercatrice presso il National Institute for INAF-Osservatorio di Torino), che le ha spiegato per filo e per segno cosa sono le \u201cpolveri di stelle\u201d presenti nei residui di supernove. Sono formate da elementi chimici come il silicio, il carbonio e il ferro, rimangono intrappolate in meteoriti e, se studiate in laboratori specializzati, ci possono veramente raccontare la loro origine e in esse possiamo leggere la storia della stella da cui provengono.<\/p>\n\n\n\n<p>Come detto \u201cSupernove\u201d \u00e8 stata realizzata per celebrare i cinquant&#8217;anni dallo sbarco sulla Luna. Prezioso il materiale utilizzato dall&#8217;artista: broccato di seta con filo d\u2019oro in rilievo su telaio in legno. Un&#8217;opera impattante, ma delicata, non invadente. Un&#8217;opera che riassume il pensiero di Lia Pascaniuc, ovvero che il cielo non \u00e8 immutabile, l\u2019universo si espande, quindi \u00e8 liquido.<\/p>\n\n\n\n<p>Con la sua ricerca l&#8217;artista \u00abci mette in condizioni di capire chi stiamo diventando\u00bb, esattamente come sosteneva Angela Vettese, perch\u00e9, mai come in questo caso, scandaglia il legame tra uomo e natura universale. Se la societ\u00e0 in cui viviamo \u00e8 liquida, allora per sopravvivere dobbiamo adattarci, partendo per prima cosa dal rispetto per il pianeta che ci ospita. <\/p>\n\n\n\n<p>Come ha sostenuto la stessa Pascaniuc in una recente intervista: \u00abCredo molto nel principio della fisica che recita \u201cNulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma\u201d. Si spera sempre in una stabilit\u00e0 che la natura \u00e8 in grado di garantire da sola\u00bb. Ma la speranza da sola non serve, occorrono gesti concreti, che possono essere mossi soltanto dall&#8217;arte e da chi ha la sensibilit\u00e0 di ascoltarli.<\/p>\n\n\n\n<p>Lia Pascaniuc nasce in Romania nel 1981 e vive a Torino dal 1997. \u00c8 una visual artist che utilizza linguaggi contemporanei come la fotografia, il video, la scultura, ologrammi e nuove tecnologie multimediali anche site specific per indagare tematiche ed emergenze dell\u2019odierna societ\u00e0, come i cambiamenti climatici, le trasformazioni irreversibili ed il global warming. La natura e la sua evoluzione mutevole come struttura portante della vita umana \u00e8 un\u2019ispirazione costante.<\/p>\n\n\n\n<p>Le sue opere sono presenti nelle collezioni permanenti della Forever Olympic Art Museum Center Beijing (China), Galleria Civica del Museo di Modena, MUSINF \u2013 Museo Comunale d\u2019Arte Moderna, dell\u2019Informazione e della Fotografia di Senigallia, del Florean Contemporary Art Museum (Romania), oltre che di numerosi collezionisti privati.<\/p>\n\n\n\n<p>Attualmente in mostra a Varigotti, al Boutique Hotel Albatros; alla Galleria Collosi di Brescia con il group show \u201cQuante storie sulla luna\u2026a cinquant\u2019anni dall\u2019allunaggio\u201d e per Barbara Paci Galleria d\u2019Arte, Milano Natural design \u2013 Salvioni Milano Durini.<\/p>\n\n\n\n<p>A breve inaugura oltre Vita Liquida a Xerjoff Gallery Torino, Global warming a Casa Olimpia \u2013 Sestriere. Tra le partecipazioni pi\u00f9 importanti ricordiamo: 2018 all\u2019archivio italiano dell\u2019autoritratto fotografico \u2013 Senigallia; con Per\u00f2!! alla Chiesa San Filippo \u2013 Carmagnola, con Vita Liquida, presso la Galleria Weber &amp; Weber \u2013 Torino; con La complessit\u00e0 dei paesaggi \u2013 China Photojournalism (Shandong); Global warming \u2013 Parma360; nel 2017 con La solitudine dell\u2019autoscatto al Palazzo Guidobono \u2013 Tortona; nel 2016 Vita Liquida \u2013 Acquario Civico di Milano; Istanbul ArtFAir con Galleria Barbara Paci e De Rerum Natura \u201cInfra Terram\u201d a Pietrasanta, al Festival della Scienza, con Galleria AmyD \u2013 Genova; nel 2015 partecipa alla 11\u00b0 ArtVerona Fair e Liquid Landscape \u2013 Galleria RezArte, Circuito Off Fotografia Europea.<br><\/p>\n<div style=\"padding-bottom:20px; padding-top:10px;\" class=\"hupso-share-buttons\"><!-- Hupso Share Buttons - https:\/\/www.hupso.com\/share\/ --><a class=\"hupso_toolbar\" href=\"https:\/\/www.hupso.com\/share\/\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/static.hupso.com\/share\/buttons\/lang\/it\/share-small.png\" style=\"border:0px; padding-top: 5px; float:left;\" alt=\"Share Button\"\/><\/a><script type=\"text\/javascript\">var hupso_services_t=new Array(\"Twitter\",\"Facebook\",\"Google Plus\",\"Pinterest\",\"Linkedin\",\"Email\");var hupso_background_t=\"#EAF4FF\";var hupso_border_t=\"#66CCFF\";var hupso_toolbar_size_t=\"small\";var hupso_image_folder_url = \"\";var hupso_url_t=\"\";var hupso_title_t=\"Il%20mondo%20di%20Lia%20Pascaniuc\";<\/script><script type=\"text\/javascript\" src=\"http:\/\/static.hupso.com\/share\/js\/share_toolbar.js\"><\/script><!-- Hupso Share Buttons --><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un saggio del 2010, dal titolo \u201cSi fa con tutto\u201d, Angela Vettese rifletteva su quello che era \u2013 ed \u00e8 tuttora \u2013 il linguaggio dell&#8217;arte contemporanea. 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