Inaugurata il 13 maggio 2025 a Venezia, nel prestigioso Palazzo Ferro Fini situato sul Canal Grande e sede del Consiglio Regionale del Veneto, la mostra monografica “Gianmaria Potenza. Elaborating New Codes” con la curatela di Valeria Loddo, rappresenta uno dei momenti tra i più significativi della produzione artistica di Potenza: la serie degli Elaboratori.

Come dichiarato dall’artista veneziano: «Sono felice di tornare a esporre a Venezia con un progetto importante e in una sede istituzionale. Questa città è tutto per me: è il luogo dove la mia arte nasce e continua a trovare senso. Non c’è posto migliore per vedere le mie opere. L’idea dell’Elaboratore mi è venuta guardando le schede elettroniche, addirittura la prima idea mi è venuta guardando le pianole e i rulli delle pianole che con manovella provocavano dei suoni. Erano i primi anni Novanta, un momento in cui si cominciavano a percepire i cambiamenti epocali dell’era digitale. Anni di grande energia e fermento, in cui la mia ricerca artistica ha preso una direzione più consapevole e matura sul linguaggio, definendo quelli che sarebbero rimasti i tratti — penso — inconfondibili delle mie opere declinati in una moltitudine di tecniche e materiali che sperimento continuamente». Gli Elaboratori sono opere in cui ogni elemento – dai piccoli cubi ai cilindri in legno, viene modellato, levigato e assemblato in una costruzione in cui la ripetizione diventa un principio strutturale. Coi suoi Elaboratori, Gianmaria Potenza affronta le profonde trasformazioni culturali introdotte dall’era digitale negli anni Ottanta, in cui l’informatica e i linguaggi algoritmici ridefiniscono le dinamiche della comunicazione e della rappresentazione, e pur non utilizzando direttamente strumenti digitali, Potenza ne assimila i principi strutturali, come la modularità e la serialità, trasponendoli in un codice visivo in grado di mantenere un legame con la manualità. Come spiegato dalla curatrice Valeria Loddo: «Gli anni in cui il Maestro ha dato vita alla serie degli Elaboratori sono stati un periodo di straordinaria creatività e di intense sfide, che lo hanno spinto a riconsiderare il rapporto tra arte, tempo e tecnologia. Queste opere sono più che mai attuali e continuano a offrire spunti di riflessione sulle dinamiche del linguaggio visivo esplorando la tensione tra la manualità artistica e la velocità imposta dalle tecnologie moderne». Classe 1936 Gianmaria Potenza, rappresenta una figura di spicco nel mondo artistico veneziano dal secondo dopoguerra ad oggi. La sua opera si contraddistingue per la continua ricerca, sperimentazione e costante innovazione con tecniche e materiali di varia natura: vetro, bronzo, legno, attraverso i quali è riuscito a superare i confini dell’arte e del design. Potenza ha partecipato a sei edizioni della Biennale d’Arte di Venezia. Di fondamentale importanza quella del 1986 che lo ha portato alla ribalta della critica internazionale con la presentazione della scultura galleggiante “Ninfea Armonica”, un’opera che integrava pittura, scultura, scenografia e suono. In concomitanza con “Elaborating New Codes” la Fondazione Potenza Tamini ha lanciato un bando rivolto ai giovani musicisti e compositori invitandoli a tradurre in suono l’universo artistico di Potenza. Un progetto interdisciplinare che vuole offrire nuove chiavi di lettura dell’opera del Maestro e stimolare una riflessione sulla natura “aperta e dinamica “della sua ricerca artistica. La mostra “Elaborating New Codes”, organizzata dalla Fondazione Potenza Tamini, in collaborazione con il Consiglio Regionale del Veneto, resterà aperta al pubblico sino al 17 ottobre 2025.

