Francesca Pasquali. Tréssa


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L’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova propone “Tréssa”, fino al 9 agosto, un’installazione di Francesca Pasquali creata coralmente con l’aiuto degli studenti dell’Accademia stessa.
L’evento è presentato dall’Associazione ArteJeans, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura di Genova, Accademia Ligustica, GenovaJeans 2021, Ambasciatori di Genova nel mondo, St. George’s Club London, con il patrocinio della Regione Liguria e con la curatela del Comitato critico composto da: llaria Bignotti, Francesca Boschieri, Ursula Casamonti, Luciano Caprile, Guido Fiorato, Laura Garbarino, Giulio Sommariva e con il coordinamento e l’organizzazione ArteJeans, Carolina Latour.

Realizzato nel 2020 per la prima edizione ArteJeans nel contesto di GenovaJeans, Francesca Pasquali ha progettato, per l’edizione del 2021 che si celebrerà a settembre in città, Tréssa, interamente dedicata al telo di Genova, un’installazione creata coralmente con l’aiuto degli studenti dell’Accademia Ligustica, da lei coordinati in un eccezionale workshop che ha coinvolto circa trenta giovani in un paziente lavoro manuale, in un’installazione tattile e visuale di grande impatto emozionale.

Francesca Pasquali – Tréssa, installazione

Gli studenti partecipanti, coordinati dal prof. professor Torcellini, sono: Andrea Piredda, Asia Chiolo, Augusta Patrone, Aurora Brengio, Beatrice Gaggero, Beatrice Marchese, Camilla Mazzoli, Cinzia Ratto,Cristina Di Somma,Daniele Torriglia, Deborah Paganini, Elena De Giovanni, Elisa Palombo, Federico Seves, Gianmaria Mazzarello, Giorgia Ballotta, Giulia Cocciolo, Giulia Scalera, Ilaria Lorenzelli, Jolanda Jakupi, Mariapaola Infuso, Mario Boccuni, Matteo Mori, Nicolò Tomasi, Valentina Biondi, Veronica Maita, Vittoria La Porta, Vittorio Rossi.

Tréssa, ovvero treccia. Parla in dialetto genovese Pasquali, per calarsi anche linguisticamente in questi intrecci che uniscono la memoria e il futuro di Genova, città che ha nei suoi precordi i fili d’oro delle vesti delle dame del Cinquecento, quelli delle reti da pesca e quelli blue della tela jeans dei camalli del porto. Le trame, i tessuti, l’arte di annodare e di unire come essenza, atto fondante e costitutivo di una città, dai nodi marinari così essenziali per il navigante a quelli concettuali di ponti ideali, come queste liane di 13 metri che saranno poi riannodate dall’artista in un ponte sospeso, a memoria ma anche a simbolo potente che tutto si unisce e si scioglie, che tutto è in mutamento.

Con il progetto ArteJeans il Comune di Genova ha iniziato ad acquisire opere d’arte contemporanea selezionate (a tutt’oggi con un valore di circa quattrocentomila euro di donazione con donazione di ventiquattro opere di ventisei artisti nel 2020), andando a costituire uno straordinario nucleo artistico per la città.

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