Litosfera


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Fino al 7 febbraio 2021, il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, accoglie la mostra “Litosfera”, realizzata a cura di Cristiana Perrella.

Compongono la mostra un video e una grande installazione ambientale: sono A Fragmented World (2016) di Elena Mazzi Sara Tirelli, e Produttivo (2018-2019) di Giorgio Andreotta Calò.

La mostra si inserisce in una linea di ricerca che tende a rileggere e interrogare le opere della collezione permanente grazie al dialogo e al confronto con quelle provenienti da altre raccolte. 

Giorgio Andreotta Calò, Produttivo, 2018-2019

A Fragmented World e Produttivo nascono entrambe dalla suggestione di un viaggio al centro della Terra, dal desiderio di rappresentare forze e materie che nel corso di ere geologiche hanno dato forma al nostro pianeta.  

Giorgio Andreotta (Venezia, 1979) ha acquisito, riordinato e catalogato circa 2000 metri lineari di carotaggi dell’area del Sulcis Iglesiente (sud-ovest della Sardegna), parte dell’archivio di sondaggi della Carbosulcis. L’orizzonte stratigrafico corrispondente al livello produttivo, compreso tra i -350 e -450 metri sotto il livello del mare, è stato quindi ricomposto a pavimento: i vari strati di roccia visibili in questi carotaggi portano alla luce millenni di storia naturale, la raccontano nella successione di materiali quali siltiti, arenarie, micro-conglomerati, strati carboniosi, calcare beige, lumachelle. Fragilissimi eppure forti nella loro presenza evocativa, i lunghi cilindri di Produttivo vanno a comporre un paesaggio che segue la successione stratigrafica, portandoci indietro nel tempo. 

L’opera, presentata nel 2019 alla Fondazione Pirelli HangarBicocca di Milano, che l’ha co-prodotta, come parte della mostra personale CittàdiMilano, è entrata nella collezione del Centro Pecci nel 2019 grazie a una donazione dell’artista, che l’ha voluta dividere tra i musei membri di AMACI – Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani. 

In questa mostra, per la prima volta ne viene ricomposta una parte rilevante che comprende anche le sezioni in collezione al MAXXI, GAMeC, MAMbo, FMAV, e dall’archivio dell’artista.  

Del tempo lentissimo della Terra, solo apparentemente immobile e immutabile, e degli eventi catastrofici, come eruzioni e terremoti, che ne costituiscono un elemento di rottura e accelerazione, ci parla anche A Fragmented World, il video di Elena Mazzi (Reggio Emilia, 1984) e Sara Tirelli (Gorizia, 1979). Ispirata alla Teoria delle fratture del fisico Bruno Giorgini, che analizza le variabili che conducono a una crisi, intesa sia come fenomeno geo-fisico che socio-politico, l’opera rimanda a una condizione di caos, imprevedibilità e trasformazione, utilizzando immagini dell’Etna, in parte preesistenti e realizzate a scopo scientifico e in parte girate ex-novo dalle autrici, con suoni e campionature in presa diretta del musicista Giuseppe Cordaro.   

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