Giorgio Chiesi. Del remare contro


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Presso il Mercato centro culturale arte contemporanea di Argenta in provincia di Ferrara, fino al 18 ottobre sono esposte cinquanta opere di Giorgio Chiesi, le più significative degli ultimi 50 anni di produzione dell’artista.
Di origini reggiane (Felina RE), Giorgio Chiesi trascorse la sua giovinezza artistica a Milano dove da fine degli anni ’70 fece parte dell’élite artistica milanese e italiana. Amico di Gianfranco Ferroni, Giuseppe Migneco, Ibrahim Kodra, ebbe modo di conoscere e frequentare tutti gli artisti orbitanti su Milano, come Gianni Dova, Aligi Sassu, Ennio Morlotti, Bruno Cassinari, Ernesto Treccani e altri orbitanti su Firenze come Antonio Bueno, Vinicio Berti e orbitanti su Roma come Renzo Vespignani, Ennio Calabria, Franco Mulas e Jose Ortega.

Giorgio Chiesi, anni 2020-3025, personale Argenta 2020

Recentemente, nel 2018 dà una nuova, improvvisa, svolta al suo linguaggio pittorico: dopo aver compiuto un’opera (con la maestria che ha sviluppato in decenni di carriera) la brucia fino a distruggerne una parte. Dice di farlo perché si è annoiato del mondo dell’arte, delle logiche del mercato, e anche della ripetizione di un linguaggio acquisito. Forse lo fa perché è un vero artista. “Le pareti del cervello non avevano più finestre, ma ora abbiamo capito come aprirne di nuove.” Nel 2019, Chiesi irrompe nell’espressionismo astratto, ripescando dalla sua precedente pittura, segni, macchie e sciabolate di colore.

La mostra è accompagnata dal testo critico di Clelia Antolini.

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