Cosmomed /Tracce. Tracce di cosmopolitismo intorno al Mediterraneo. Migrazioni, memorie e attualità


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CosmoMed è una mostra multidisciplinare allestita negli spazi del museo MACC di Calasetta (CI) fino al 20 ottobre, realizzata in collaborazione con l’Università degli Studi di Cagliari, Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni Culturali e altri Dipartimenti dell’Ateno, che rientra nei festeggiamenti del Comune per i 250 anni dalla fondazione di Calasetta e che offre un’ulteriore opportunità di riflessione sui temi principali dell’identità e dell’emigrazione.

Alessandro Luga

Il percorso espositivo multimediale è composto da video, fotografia, sonorità, installazioni volti a rileggere e reinterpretare gli esiti di oltre una quindicina di progetti che si intersecano tra scienza, arte e società, coinvolgendo diverse decine di autori (tra cui 40 bambini-autori). Lo fa, incontrando in un inaspettato dialogo, le geometrie universali della Collezione Permanente della Fondazione MACC e in particolare con i segni e i colori delle opere di E. Leinardi, J.F. Dubreuil, Marise Eloy, M. Gandini, Yves Popet, G. Honnegger, Lia Drei, Antonello Tonello, Zaza Calzia, intensificando così quello scambio di saperi che hanno reso da sempre il Mediterraneo una terra-mare cosmopolita.

Il progetto è il risultato di una ricerca che ha coinvolto un vasto numero di “attori” sociali che con le loro personali esperienze, compiute nell’area del Mediterraneo e in Sardegna e ognuno con la sua modalità espressiva a testimoniare uno straordinario patrimonio culturale condiviso e ricco di umanità, dove si incrociano differenze intergenerazionali e di genere.

Questa mostra nasce da un’idea del Prof. Raffaele Cattedra, ordinario di Geografia all’Università di Cagliari ed è curata da Efisio Carbone, direttore del Museo MACC di Calasetta, avvalendosi della collaborazione della fotografa Rosi Giua che ha prodotto la maggior parte dei materiali fotografici insieme a una meticolosa selezione di gran parte delle immagini che completano l’esposizione.

Il racconto visivo e multimediale comprende quattro progetti fotografici relativi a lavori di bambini e adolescenti di Fès, in Marocco e di San Nicolò d’Arcidano in Sardegna oltre a due reportage firmati da Rosi Giua realizzati a Louga in Senegal, e a Marsiglia in Francia, relativi ai temi del cosmopolitismo, delle migrazioni e della vita ordinaria nello spazio pubblico.

S’interfacciano con queste gigantografie diversi progetti video: “Overlap all’Asinara” di Senza confini di Pelle; “Luoghi e volti della città cosmopolita” a cura di Gianluca Gaias e Antonio Congiu; “Dalla Libia in Italia/ Exodus” dell’Ong Medici per i Diritti Umani (Medu); “B-City”, esperienza di ricerca visiva sulla marginalità urbana a  Bruxelles, a cura di Maurizio Memoli del Dipartimento di Ingegneria-Architettura di Cagliari.

Un audio con la voce di Lea Gramsdorff interpreta le parole del “Caso Pincherle”: è la drammatica vicenda di uno tre dei docenti ebrei espulso dall’Ateneo con le leggi razziali del 1938.

La mostra si avvale della collaborazione e delle opere degli artisti visivi Monica Lugas con “Welcome on Board”, Lea Gramsdorff con una carta del progetto “Exodus” e di Simone Dulcis, con l’audio /paesaggio sonoro “One Breath”. Troviamo anche delle mappe realizzate da ragazzi provenienti dall’Africa che raccontano del loro lungo viaggio che è approdato in Sardegna, attraversando il deserto e il mare.

Una zona laboratoriale allestita da Casa Falconieri con materiali strettamente legati ai temi CosmoMed completa la necessità di coinvolgere il pubblico nell’iniziativa facendolo sentire parte integrante del progetto stesso.

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