Giorgio Andreotta Calò


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In ambito al progetto Città di Milano, di cui la curatrice è Roberta Tenconi, è realizzata la mostra dedicata a Giorgio Andreotta Calò aperta al pubblico fino al prossimo 21 luglio nello spazio Pirelli Hangar Bicocca di Milano. Il lavoro di Giorgio Andreotta Calò (Venezia, 1979) parte da alcune pratiche concettuali e processuali tipiche degli anni Sessanta e Settanta e comprende sculture, installazioni ambientali su larga scala e interventi che modificano lo spazio circostante, anche utilizzando elementi naturali ricchi di significati simbolici, come l’acqua, la luce e il fuoco. A partire da qui l’artista si è aperto nel tempo ad ulteriori evoluzioni e a materiali meno classici, come il caranto, lo strato argilloso sottomarino su cui sorge la città di Venezia. Per Città di Milano Giorgio Andreotta Calò ha creato opere specifiche sulla base di ricerche compiute sulla storia della società Pirelli, che hanno riemerso storie inedite del passato, come quella del relitto del piroscafo Città di Milano. In particolare, l’artista si è concentrato sulla scultura e ha proposto lavori del 2008 in dialogo con lavori attuali, ideati per l’Hangar Bicocca come parte integrante di un unico paesaggio, andando a modificare la percezione sull’ambiente e a far emergere le relazioni tra le opere stesse.

Giorgio Andreotta Calò, Meduse, 2015, @Kirsten de Graaf

Il percorso espositivo si apre con la proiezione di immagini sottomarine del relitto sommerso del piroscafo Città di Milano, da cui l’intera esposizione prende il titolo. Utilizzata all’inizio del secolo scorso dall’allora Pirelli Cavi per depositare nelle profondità del Mar Mediterraneo cavi sottomarini, il 16 giugno 1919 la nave naufragò presso la secca di Capo Graziano a Filicudi. L’artista ha estrapolato materiale video da riprese di repertorio effettuate nel 2015 sul relitto a 100 metri di profondità, montandole in un lavoro che funge da preludio e leit motiv di tutto il percorso, legato alle idee di navigazione, di immersione/emersione e di stratificazione fisica e simbolica, storica e geografica.
All’interno dello Shed si possono, invece, osservare alcune delle opere scultoree più rilevanti.
L’opera che per Giorgio Andreotta Calò rappresenta il punto di partenza tematico e narrativo della mostra Città di Milano è Volver, scultura generata da un’azione realizzata a Milano nel 2008: l’artista all’interno della sua barca utilizzata nella laguna veneziana, vola sospeso tramite una gru sopra i tetti del quartiere Lambrate, compiendo un giro circolare per poi terminare l’azione sulla terrazza della galleria, dove l’imbarcazione viene sezionata in due parti e qui esposta adagiata sopra un sottile specchio d’acqua. Il richiamo a Milano ritorna nuovamente nel lavoro che chiude la mostra: la stampa stenopeica di oltre 10 metri (carta fotografica di grandi dimensioni impressionata dalla luce naturale) della città vista dall’alto e in particolare dell’area orientale, dove si trova anche Lambrate, luogo dove Adreotta Calò aveva effettuato il suo volo. L’artista colloca l’opera specularmente rispetto alla proiezione iniziale del relitto del piroscafo Città di Milano, creando una sorta di quinta teatrale.

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Informazioni su Anselmo Villata

Caporedattore dell'Agenzia Stampa Verso l'Arte, iscritto all'Albo dei giornalisti dal 1999 (pochi giorni dopo il 18° compleanno). Presidente dell'Istituto Nazionale d'Arte Contemporanea, Curatore, Critico d'Arte, Saggista, Cultural manager e Cultural planner orientato alla promozione e alla valorizzazione dei Beni Culturali con un'ottica all'interdisciplinarità e alle collaborazioni internazionali.

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