Storie di Moda. Campari e lo stile


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Roberto Capucci, Cerchio

La Galleria Campari, HQs Campari Group di Sesto S. Giovanni (MI), ospita la mostra “Storie di Moda. Campari e lo stile”, progetto espositivo, aperto al pubblico fino al 9 marzo 2019, dedicato all’esplorazione di una delle anime che compongono l’universo Campari: la profonda relazione tra il marchio e il mondo della moda, intesa come arte e come costume.
In questo percorso, attraverso le grafiche, la cartellonistica, gli spot, emerge l’intento di raccontarsi e di raccontare la propria contemporaneità in oltre 150 anni di storia con un approccio sofisticato, coerente nei decenni e insieme al passo coi tempi. Davide Campari ebbe il merito di essere tra i primi industriali italiani ad accorgersi delle potenzialità della pubblicità, avviando una filosofia basata su importanti sinergie con i più grandi artisti e designer del suo tempo.
La curatrice Renata Molho struttura un percorso in cui i concetti di “stile” e “stili”, di cui la comunicazione Campari si è fatta testimone, sono declinati attraverso bozzetti pubblicitari, fotografie, grafiche, abiti, riviste e accessori.

La mostra attraverso le sezioni tematiche Elegance; Shape and Soul; Futurismi e Lettering, mette in dialogo opere provenienti dall’archivio di Galleria Campari con prestiti di case di moda, musei e fondazioni. Tra rimandi estetici e di significato, accostamenti formali e cromatici, la mostra propone, tra le altre, opere originali pensate e realizzate per Campari da Fortunato Depero, Bruno Munari, Marcello Dudovich, Franz Marangolo, accostate e integrate alle creazioni e ai bozzetti dalla Fondazione Gianfranco Ferré e agli abiti scultura dalla Fondazione Roberto Capucci. L’allestimento presenta, attraverso cortocircuiti cronologici, accessori degli anni Trenta del Museo Salvatore Ferragamo, manifesti della Belle Époque, bozzetti e abiti di Giorgio Armani, lavori pubblicitari Campari in pieno stile Sixties, contemporanee copertine di riviste rielaborate dal tocco pop dalla designer Ana Strumpf, sperimentazioni fotografiche di Giovanni Gastel, un abito e accessori della linea “Balmoda” di Laura Biagiotti, omaggio al maestro futurista Giacomo Balla; e ancora, la moda di Raffaella Curiel, che nel 1986 è stata ispirata ai disegni di Fortunato Depero per Campari, e capi in prestito da A.N.G.E.L.O. Vintage Archive.

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