Straperetana. Il tempo svogliato


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Straperetana arte contemporanea nella porta d’Abruzzo è un progetto ideato da Paola Capata e Delfo Durante, che si tiene a Pereto (AQ) e che fino al 5 agosto propone una mostra collettiva, realizzata a cura di Saverio Verini, nella quale espongono i seguenti artisti: Francesco Alberico, José Angelino, Francesco Arena, Elisabetta Benassi, Lupo Borgonovo, Thomas Braida, Simone Camerlengo, Michela de Mattei, Roberto Fassone, Matteo Fato, Flavio Favelli, Corinna Gosmaro, Lorenzo Kamerlengo, Valerio Nicolai, Alfredo Pirri, Nicola Samorì, Sissi.

Una mostra diffusa sul territorio e le opere sono visibili in diversi spazi di Pereto, sia all’aperto che al chiuso, comprendenti chiese, cantine, abitazioni dismesse, vicoli e piazze. Gli interventi coinvolgono l’intero borgo, creando un percorso che si dipana tra vie, architetture e paesaggio.

Il nome del progetto espositivo, straperetana, allude a una dimensione fieramente “di paese”, ma estesa, amplificata: gli interventi degli artisti contamineranno il luogo, in un tentativo di dialogo tra contemporaneo e antico, tra innovazione e tradizione, che offrirà una lettura inedita di un contesto già carico di storia e fascino (le prime notizie su Pereto risalgono all’anno 995 dopo Cristo). Le opere, disseminate in tutto il borgo, si pongono come interferenze lievi, degli intervalli che intendono porsi in relazione con Pereto, senza stravolgerla e offrendo la possibilità di fruire delle sue peculiarità.

Quest’anno straperetana è accompagnata da un sottotitolo: “Il tempo svogliato”. Un’espressione che fa riferimento al senso di “stasi” e quiete di Pereto. Aggrappata alla montagna, in posizione dominante rispetto alla valle, a Pereto sembra quasi che il tempo si manifesti a fasi alterne, tra vecchie insegne, abitazioni datate, usanze e abitudini cristallizzate. Il tempo scorre, ma secondo un ritmo difficilmente definibile, che si limita a sfiorare il borgo e concorre a definire il carattere del luogo, apparentemente sospeso tra senso di attesa e desiderio di non essere toccato dai cambiamenti.

Questa condizione conferisce a Pereto un sapore quasi letterario, che le opere degli artisti cercano di interpretare, suggerire e rilanciare. Più che un vero tema, “Il tempo svogliato” vuole essere una traccia capace di dare una “temperatura” al percorso espositivo e di fungere da collante tra i diversi lavori, senza tuttavia imbrigliarli e permettendo la coesistenza di poetiche eterogenee che si manifestano attraverso mezzi espressivi che vanno dalla pittura all’installazione, dalla performance al video, toccando sia lo spazio pubblico che quello privato.

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