m.a.x. museo, CHIASSO (SVIZZERA)


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Achille Castiglioni – Max Huber, Rekord (orologio) per Alessi, 1989 (foto di Matteo Zarbo) Archivio Fondazione Achille Castiglioni © 2018, ProLitteris, Zurich

In occasione del centenario della nascita di Achille Castiglioni (1918–2002), il Museo m.a.x. di Chiasso (Svizzera), organizza e ospita una mostra per celebrare un grande protagonista della stagione d’oro del design degli anni Sessanta, che ha realizzato oltre 150 oggetti di design e ben 484 allestimenti.

La mostra, che rimarrà aperta fino al 23 settembre, si concentra sulla grande capacità di regia che emerge nel lavoro di Castiglioni. Schizzi, disegni, modelli, testimonianze video, oggetti originali e prototipi mettono in evidenza la perfetta combinazione di semplicità e ironia che caratterizza la profondità delle sue idee e la sua abilità nel costruire spazi in stretta collaborazione con i graphic designers, in particolare con lo svizzero Max Huber.

L’esposizione, sviluppata secondo la curatela e il progetto di allestimento di Ico Migliore, Mara Servetto (Migliore+Servetto Architects) e Italo Lupi, in collaborazione per la curatela con Nicoletta Ossanna Cavadini, s’inserisce all’interno del filone d’indagine dedicato ai “Maestri del XX secolo” e intende mettere in luce il ruolo dell’allestimento temporaneo come strumento di comunicazione culturale e commerciale di straordinaria importanza.

Il fuori scala, la cinetica, l’allegoria, la sequenza, il ready made, il segno grafico sono solo alcuni degli elementi chiave, ricorrenti nei suoi progetti, che saranno messi in luce nel percorso espositivo.

Dagli allestimenti dei padiglioni della Rai, dell’Eni, di Montecatini per manifestazioni fieristiche, ai progetti per la cultura, per l’innovazione e per l’esposizione dei prodotti, emerge chiaramente la figura di Achille Castiglioni: ogni elemento è studiato, ogni peso calibrato, il ritmo modulato; tutto è reso in funzione dell’allestimento, che si struttura come un dinamico racconto per immagini.

Unendo la sperimentazione alla razionalità, Achille Castiglioni riesce a combinare semplicità e ironia con l’attenzione per l’utilizzo della tecnologia e dei nuovi materiali. I suoi progetti sono “atemporali”, ovvero sono capaci di vivere una continua attualità nelle diverse fasi storiche.

Intervallano la mostra alcuni episodi di design in cui fanno la loro comparsa la lampada Arco, Aoy, Noce e la Gibigiana, il sedile da giardino Allunaggio, gli sgabelli Mezzadro e Sella, le posate Dry, gli orologi Wall Clock e Rekord e altri oggetti che ben esprimono l’atteggiamento del maestro, capace di guardare alle cose in modo sempre unico.

Oltre alla “storia della grafica” e dell’allestimento, la mostra racconta anche le vicende di una Milano imprenditoriale, nel mutare dei consumi e delle relazioni internazionali della città.

Il panorama artistico e culturale si completa con l’importante contributo di più di venti grafici e illustratori di fama mondiale, tra cui Pierluigi Cerri, Milton Glaser, Aoi Huber Kono, Emiliano Ponzi, Guido Scarabottolo, Heinz Waibl, per l’occasione chiamati a realizzare ciascuno un manifesto grafico che traduca la genialità e fantasia rigorosa del progettista milanese.

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