Dreamers. 1968: come eravamo, come saremo


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Dreamers, 1968, AP-ANSA, Il reverendo Ralph Abernathy, a destra il vescovo Julian Smith, a sinistra con Martin Luther King, durante una marcia per i diritti civili a Memphis, 28 marzo

Al Museo di Roma in Trastevere, fino al 2 settembre, è ospitata una mostra fotografica e multimediale ideata in occasione del 50° anniversario del 1968. Realizzata a cura di AGI Agenzia Italia da un’idea di Riccardo Luna, direttore AGI e co-curata da Marco Pratellesi, condirettore dell’agenzia, si presenta come un racconto per immagini e video del Paese di quegli anni.

La mostra, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale-Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e con il patrocinio del MIUR, Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, è resa possibile dalle numerose fotografie provenienti dall’archivio storico di AGI e completata con gli altrettanto numerosi prestiti messi a disposizione da AAMOD-Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, AFP Agence France-Presse, AGF Agenzia Giornalistica Fotografica, ANSA, AP Associated Press, Marcello Geppetti Media Company, Archivio Riccardi, Contrasto, Archivio Storico della Biennale di Venezia, LUZ, Associazione Archivio Storico Olivetti, RAI-RAI TECHE, Corriere della Sera, Il Messaggero, La Stampa, l’Espresso. I servizi museali sono di Zètema Progetto Cultura.

Per questa mostra, AGI ha ricreato un archivio storico quanto più completo del ’68 attraverso le immagini simbolo dell’epoca. Non solo occupazioni e studenti, ma anche e soprattutto la dolce vita, la vittoria dei campionati europei di calcio e le altre imprese sportive, il cinema, la vita quotidiana, la musica, la tecnologia e la moda.

Si esprime così un viaggio nel tempo fra 178 immagini, tra le quali più di 60 inedite; 19 archivi setacciati in Italia e all’estero; 15 filmati originali che ricostruiscono più di 210 minuti della nostra storia di cui 12 minuti inediti; 40 prime pagine di quotidiani e riviste riprese dalle più importanti testate nazionali; e inoltre una ricercata selezione di memorabilia: un juke boxe, un ciclostile, una macchina da scrivere Valentine, la Coppa originale vinta dalla Nazionale italiana ai Campionati Europei, la maglia della nazionale italiana indossata da Tarcisio Burgnich durante la finale con la Jugoslavia, la fiaccola delle Olimpiadi di Città del Messico.

Temi qui raccontati attraverso la cronaca, gli usi, i costumi e le tradizioni raccolti in diverse sezioni tematiche, con un lungo e intenso racconto nell’Italia del ’68.

Aprono la mostra i grandi “sognatori del futuro”; attraverso le figure e le parole di Martin Luther King e Bob Kennedy all’interno della cronaca internazionale del ’68: dalla guerra del Vietnam alla segregazione razziale negli USA, dalla presidenza di Nixon alla fine della Primavera di Praga, dalla Grecia dei colonnelli al maggio francese, si ripercorreranno alcuni degli eventi che hanno influenzato e cambiato le sorti della storia del mondo.

L’esposizione prosegue nella sala “Le due Italie: dal Belice al Piper”, dove sono contrapposte le immagini delle “due Italie” che hanno, entrambe, cambiato il futuro del nostro Paese. Da un lato c’è l’Italia della gente comune e delle famiglie, con uno sguardo particolare al violento terremoto che colpì la Valle del Belice nella Sicilia Occidentale. Qui si racconta il Piper Club di Roma, punto d’incontro di alcune famose celebrities nazionali e internazionali.

Un’altra sezione è dedicata alla musica italiana e internazionale e alle grandi imprese sportive del ‘68, come ad esempio la vittoria ai Campionati Europei della Nazionale Italiana a Roma contro la Jugoslavia.

Proseguendo nel percorso, nel porticato del Museo, si incontra un ambiente sonoro con l’immersione nelle voci del 1968: dalle urla degli studenti nei cortei ai discorsi dei politici, i suoni e le parole dei personaggi di quell’epoca accompagneranno il pubblico alla riscoperta di quegli anni.

In mostra è documentata anche l’innovazione tecnologica con una sezione dedicata al grande fermento tecnologico del 1968 che culminerà con lo sbarco sulla luna di Neil Armstrong del 1969.

Al termine del percorso fotografico, all’interno dell’Auditorium del Museo, è prevista una esperienza immersiva, per la quale è riprodotto scenograficamente l’ambiente di un’aula universitaria occupata all’interno della quale si ha la possibilità di visionare cinegiornali dell’epoca e documenti originali ceduti da AAMOOD e RAI – RAI TECHE.

La mostra è inoltre arricchita da un vasto repertorio di memorabilia e materiale d’epoca, tra cui le prime pagine dei quotidiani e delle riviste, il famoso Jukebox, e alcune magliette autografate dei giocatori che hanno vinto l’Europeo.

L’esposizione propone inoltre un confronto tra la comunicazione giovanile del ’68, fatta di tazebao, assemblee e giornaletti scolastici, e quella contemporanea caratterizzata dall’utilizzo dei social media, delle web radio e dei blog universitari.

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