Vita in risaia


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Angelo Morbelli, Risaiuole, 1897, olio su tela, 40 x 60 cm, collezione privata.jpg

Con la mostra “Vita in risaia”, Novara e Vercelli celebrano Angelo Morbelli (1854-1919), il caposcuola del Divisionismo italiano. Il primo appuntamento è alla Galleria d’Arte Moderna Paolo e Adele Giannoni di Novara, fino al 25 aprile prossimo, mentre il secondo è al Museo Borgogna di Vercelli dal 29 aprile al 1° luglio che ruoterà attorno al dipinto “Risaiuole”, eseguito da Morbelli nel 1897, che torna visibile dopo oltre cento anni.

L’opera, infatti, venne presentata al pubblico in una sola circostanza, nel 1899, quando fu acquistata dalla Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano e affidata a uno dei suoi associati per sorteggio, entrando così in collezione privata e rimanendovi fino a oggi.

L’esposizione del dipinto rappresenta un’occasione particolarmente significativa per arricchire la conoscenza dell’artista alessandrino e per approfondire le trasformazioni della tecnica divisionista utilizzata da Morbelli, in parallelo con lo sviluppo dell’interesse per il tema del lavoro femminile, in particolare di quello svolto nelle risaie.

La tela sarà posta a confronto con il capolavoro di proprietà del Museo Borgogna di Vercelli Per ottanta centesimi! (1895), consentendo di approfondire i cambi di inquadratura e di resa prospettica fra i due dipinti, ma anche di seguire lo sviluppo del divisionismo di Morbelli.

La curatela della mostra è affidata ad Aurora Scotti Tosini, tra i massimi esperti del Divisionismo, già curatrice dell’antologica dedicata ad Angelo Morbelli dalla Galleria d’Arte Moderna di Torino nel 2001 e autrice di un volume dedicato al taccuino redatto dal pittore con osservazioni sul lavoro femminile in risaia.

Accompagna l’esposizione un volume (edizioni Mets) che presenta l’indagine storico-critica dei due dipinti e l’analisi delle loro peculiarità tecniche e compositive effettuate da Aurora Scotti Tosini nonché gli esiti di approfondite indagini diagnostiche non invasive realizzate dal laboratorio di Thierry Radelet, che ha già eseguito analisi su varie opere divisioniste, in particolare su tele di Giuseppe Pellizza da Volpedo.

L’evento è una anticipazione della mostra “Ottocento in collezione. Dai Macchiaioli a Segantini”, curata da Sergio Rebora e Elisabetta Staudacher, in programma nel prossimo autunno negli spazi espositivi del Castello di Novara, che sottolineerà l’importanza del collezionismo novarese il cui ruolo è stato esemplarmente incarnato dalla collezione Giannoni che è parte essenziale del patrimonio cittadino.

 

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