Dalla scuola di Grosso. Venanzio Zolla


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Venanzio Zolla, Lo Studioso (Elémire Zolla),1947 circa

Alla Pinacoteca Albertina di Torino, fino al 2 aprile sono esposte le opere di Venanzio Zolla in una mostra retrospettiva curata da Angelo Mistrangelo, prima tra le tre programmate appartenenti al ciclo sul tema “Dalla scuola di Grosso” e dedicate a tre allievi dell’Accademia Albertina intorno al 1900.

Si tratta di tre eventi espositivi che si propongono di illustrare una situazione storica di notevole interesse, tanto per la città, che sta vivendo una profonda trasformazione sociale ed economica, quanto per l’arte torinese, che cerca un rinnovamento ancora prima dell’arrivo di Felice Casorati.

In questo contesto, Venanzio Zolla (Colchester, Inghilterra 1880 – Torino 1961) rappresenta la testimonianza di una esperienza pittorica dalle misurate cadenze figurative.

Egli ha vissuto e lavorato tra Maidstone nel Kent (Inghilterra) e Torino, tra il delicato ritratto della moglie “Blanche”, musicista, e quello dedicato al figlio “Elémire”, scrittore e filosofo. Invitato alle Biennali Internazionali di Venezia del 1920 e 1922 e alle Quadriennali di Torino, alle mostre della Royal Academy of Arts di Londra e Walker Art Gallery di Liverpool, Zolla affida a meditate nature morte, soffusi interni e piacevoli paesaggi inglesi, parigini e veneziani, un dipingere rasserenante e sensibile al variare della luce e delle stagioni come in “Strada sotto la neve/ Via Pesaro sotto la neve” del 1956.

E con “Wedding Cakes” (1907), “Mio padre” (1913) e “Dolores” (1952), l’esposizione presenta la documentazione del Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale” relativa al restauro delle opere “Ritratto di Blanche”, “Ritratto di Eda Doris” e “Natura morta con mele”, che segnano il cammino di una pittura ospitata alla Promotrice al Valentino e al Circolo degli Artisti di Torino.

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